56 ISTORIA VINIRIANA
assediato prima e preso eoa grandi forze,sì perciocché egli cagione era stalo diquella guerra, contendendo de’fini con queipopoli, che negli orli del laco abitavano ,e incitato Gismondo a prendere le arme »e sì ancora per questo , che i Signori diquel luogo erano nimici certi e perpetuidel nome Viniziano estimali, stanziò il Se*nato , che s’ ardesse. In questo mezzo An«drea dal Borgo accusato di ribellione a’Si-gnor Diece , che il ponte a Calliano , perrecare in froda le genti, con inganno disciolloavesse , e imprigionalo , per testimone diMarco Beazzano cancelliere del Senato, ilquale co’Provveditori in quella guerra trovatos’era , fu assoluto, e alla sua condotta ritornò.
Avea di que’dì Innocenzio Sommo Pon-tefice mandato il Vescovo d’ Osimo M.Paris a Gismondo, confortandolo di porline a quella guerra , e dicendogli non es-sere quello tempo, soprastando alla Italia e alle Romane cose il Turchio , che duepopoli ? poterlo risospingere potentissimi ,per lievissime cagioni , tra se con le armecontendessero, e di vicendevole odio sidistruggessero , e che a suo piacere lousasse per arbitro delle sue discordie colSenalo Viniziano , che egli per la equitàdelle cose non gli mancherebbe. Questidimorato alcuni giorni Legato nel tratta-mento della pace con Gismondo, a Vine-gia co’ capitoli se n’ andò : i quali dal Se-nato non accettati, non fornita la bisogna,