LIBRO PRIMO. 57
a Roma se ne tornò il Settembre, essendoa men di mezzo l’Agosto il Signor Rober-to perito. Avea questo stesso ancora tratta-to col Senato il Pontefice, per via delsuo appresso la Città Legato , M. NiccolòFranco Vescovo di Trivigi, il quale diconfortarla a ciò e ammonirla mancato nonera. Ma in nessuna parte men vano fu inciò tutto il costui adoperarsi, infino a tan-to che stracco dal dispendio della guerraGismondo, perciocché egli più oltre l’ostenutrire non poteva , avendo alquante voltesu e giù T una parte e 1’ altra suoi amba-sciatori mandati , fé’ co’ Viniziani a mez-zo Novembre lega, di cui le condizionifur queste : Che le cose tolte in quellaguerra a coloro ritornassero, de’quali elleanticamente state erano : e che a’ merca-tanti dello staio della Città i danni ricevutisi soddisfacessero : delle altre cose, dellequali le parti convenute non s’ erano, fos-se il giudicio rimesso nel Pontefice. Talefu della guerra Retica il fine. I soldati ap-presso alle stanze n’andarono: e il Signordi Camerino , per avere negligentementela guerra governata , fu accommiatato. Idue figliuoli del Signor Roberto , Gua-sparro e Anton Maria, dalla Repubblica aldi lei soldo ricevuti , furono di secentosoldati a cavallo fatti Governatori : e alcuniConestaboli, che portati bene s’ erano , didoni militari accresciuti: ad uno de’quali ,oltre a ciò , per dote della figliuola, tre lib-