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Volume primo.
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65
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LIBRO PRIMO. 65

sempiterna , elle alla sua patria ella stessa unregno nobilissimo donare, e che negli annalisi noti e scriva, la Città di Vinegia dell imperodellisola di Cipri; opulentissima, da una suacittadina essere accresciuta e onorata stata?In ogni contrada ella fia Reina detta. Se a leistesse lo eleggere, essendo ella cotanti annicon gli Cipriani vivuta , ella dovrebbe disi-derare eziandio dalla sua cittadinanza oggi-mai, e nella sua patria salutata e vedutaessere ; e il suo splendore al fratello, allesorelle, aparenti, alla famiglia, e final-mente a quella Città, nella quale ella natae cresciuta è, voler comunicare . Di nes-suna donna, e anco di nessuno uomo fugiammai la venuta cosi cara alla Città, comeè per essere la sua . Che se pure Vinegiaun vile castelletto fosse, e in luogo asperoe ignobile posto- sarebbe nondimeno dellasua pietà, e dumano animo ufficio, quellaterra, della quale nascendo ella beuto hail cielo , voler rivedere , e a tutti i suoidopo tanto tempo dimostrarsi. Ma concios-siacosaché quella città a tutte le altre, cheil sole riguarda, dal consentimento di tuttigli uomini sia preposta , e nella Italia me-desima di tutte le Italiane città la più op-portuna estimata ; che cagione può ellaavere , per la quale, dopo tanto tempo ,dal Senato e dalla Repubblica invitata, ellavolere andare non vi debba sommamentevolentieri? Che ella Reina sia, a che mol-ti anni sicuramente e felicemente regnataPernio Voi. UI. 5