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Volume primo.
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66
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65 ISTORIA VINTZIÀNA.

abbia , dee ella grazie al Senato rendere ,da cui ha ella ciò ricevuto . Questa graziaassai male fie da lei al Senato renduta, seella il Senato , se dimandante, e tutti glionori farle vogliente, rifiuterà e sprezzerà.Alla fine essendole egli fratello , e tale fra-tello, a cui ella sempre creduto ha mollo;sed egli questo da lei non otterrà non tan-to lei non essersi a soddisfare alla Repub-blica piegata, quanto esso non aver volutoche ella si pieghi, tutti gli uonrni crede-ranno : e per tal cagione a se grande ontada tutta la Città fia pettata, e grande a'suoi figliuoli rimarrà. Perciò si lasci pie-gare . e rispetto abbia a se ora, eper lo innanzi a suoi. Nessuna cosa piùda lodare è , che la seconda fortuna mo-deratamente usare, sempre volere es-sere nel più allo grado. Dio ancora ottimoe immortale di coloro, a quali egli lunga-mente s'è benivolo dimostrato, vuole allevolte con alcuna non seconda cosa far pruo-va , se essi dessere nati uomini si ricor-dano. Nessun priego potrebbe ella più gra-to a Sua Maestà porgere, nessun sacrifici©maggior fargli, che dessere alla volontà di luipresta proferirsi : e quella essere volontà diDio estimar si dee, che è volontà dellapatria e della sua bene ordinata Repub-bl ira. Così avendo ragionato e argomentatoM Giorgio, uomo assai nel vero eloquente,non mica per dottrina e studio di lettere ,ma per dono e grazia dalla natuc# datagli;