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Volume primo.
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LIBRO SECONDO. pO

valicasse, e in Italia si mostrasse, di quelregno farsi signore. Questa di tanto uomopersuasione col Re Carlo gran momentoebbe. Ma fu ancora unaltra cagione diquesta impresa il Prencipe di Salerno An-tonio ; il quale per lo nimico animo diFerdinando verso se, del suo regno patriopartitosi, e ito al Re Carlo in Francia ,ogni di ne loro ragionamenti il confortava,che tale occasione da Dio datagli, di pren-dere quel regno, la qual sua propria era,non pretermettesse. Ferdinando uomo avaro,crudele , senza fede, senza giustizia esseregli diceva.- tutti i Prencipi di quel regnoe tutti i popoli averlo in odio: di nessunafatica essere lo scacciarlo di quei regno,specialmente alli Re di Francia, il nome elautorità de quali in quelle parti sopraogni altra era in quel tempo, e semprestata era somma. Oltre a ciò Papa Ales-sandro avendo a male che1 Signor Virgi-nio Orsino capo di quella famiglia avesseardire avuto di comperare dal Signor Fran-ceschetto Cibo, figliuolo di Papa Innocen-zio , la terra dell Anguillara , posta nellaripa di quel lac*, senza fargliene saperecosa alcuna; la qual terra era delli Papi ,ed è lontana di Roma miglia sedici; per-ciocché il Signor Virginio era favorito dalRe Ferdinando, per non essere astretto afare in ciò contra il voler suo , anco egliconfortò il Re Carlo a quella guerra piglia-le , per cagione di contra quel Re alle