LIBRO SECONDO. IOX
Starehbono, nè parte alcuna di quel regnocerchérebbono, del quale essi nessuna ra-gione aveano ; e in somma da quello cheagli altri nunzii risposto e promesso aveano,non si ritrarrebbono, e sempre dell’amiciziadel Re grande stima farebbono. E che essilui per quel nome e veduto aveano volen-tieri : e se egli non si partirà, tanto piùvolentieri il vederanno, di quanto per ladimora nella Città, e per li ragionamenti,di giorno in giorno egli fia loro più fami-gliare: e che essi di quelle cose che alsuo Re apparterranno, per l’antica loro be-nevolenza col padre di lui e con lui, lofarebbono partecipe.
In quelli giorni quasi medesimi il Se-nato a Bartolomnieo Collione Bergamascosuo Capitano ; perciocché egli con virtùsingolare, e fede incomparabile molte guer-re per lui fatte avea, e la scienza militare,dalla negligenza de’ superiori Capitani gua-sta e giacente, avea ritornata in istato , ebenemeritissimo della Città, nondimeno mil-le libbre d’ oro le avea per testamento la-sciate ; una statua equestre di rame inoratanella piazza di San Giovanni e Paolo volleche sì ponesse. In quel tempo morì a Nis-sia Giovanni Crispo , che quella isola, unadelle Cicladi , e tre altre Paro e Rene eMilo, signoreggiava , due figliuoli picciolid’ una sua concubina lasciati. Il quale per-ciocché avaramente e crudelmente regnatoavea, la Città, chiamato il suo Consiglio,