LIBRO SECONDO. Io3
grandemente pentito d’ avere il Re Carloa quella guerra incitato, e già di fare ognicosa, affmccLè egli piti oltra non venisse ,diliberato avea , al Re Alfonso ( i qualiamendue erano a Vicovaro venuti per in-sieme ragionare ) essendo con queste con-dizioni fatta lega e amistà: Che il Papa infede della Repubblica Romana pigliasse ilRe, e da tutti i suoi nemici quanto potes-se il difendesse ; ed egli promettesse per
10 rimanente de' suoi tributi passati, darea lui di presente libbre d’oro mille, e ognianno per 1’ avvenire quattrocento ; promes-sa eziandio sua figliuola per moglie a Giu-fredo figliuolo di Papa Alessandro, per benfermare con quel pegno la compagnia ;amendue per ogni via prepararsi alla guer-ra incominciarono. Avea in quella bisogna
11 Papa , come sono degli uomini spessevolle gl’ingegni e le voglie mutabili, ado-perato esso Signor Virginio per mezzano ,il quale e lui e il Re Alfonso lautissima'*mente e in isplendidissima maniera ricevu-ti avea nelle sue case; perciocché era ter-ra del Signor Virginio, Vicovaro , del qualdicemmo. E già il Re uno stuolo di trentagalee e di navi grosse dicedotto apprestatoper infestare la riviera de’Genovesi, e im-pedir le navi de’nimici , che in Genova s’apparecchiavano, con trarre dello Abruz-zo e mettere insieme cavalieri e fanti, eiaLombardia mandargli , cura e fatica pren-deva ; quando per cagione di nuovi movi-