Questa brama prese poi nuova intensità, e più gloriosa ai tempidel grande Michelangelo. Racconta Antonio Francesco Gori , secondoche leggesi nelle note alla vita del Buonarroto, dettata da AscanioCondivi, come per opera di Giovanni Battista Dei, ei potette sco-prire e considerare una preziosa pergamena esistente nell’archiviodell’arcispedale di santa Maria Nova, dal quale singoiar monumentoei raccolse, avere da molto tempo anche l’antica accademia Mediceafiorentina chiesto grazia di rinnovare pratiche efficaci, onde trasfe-rire da Ravenna nella patria fossa di Dante , affine di erigergli nelluogo più onorevole, come prima era stato fermato dalla repubblica,suntuoso sepolcro. /
Vedesi eziandio da quello scritto, che a rendere il Mausoleo piùsplendido e degno di Dante , erasi accettala I’offertà del Buonarroto,che si esibiva di condurre l’opera di sua sublime invenzione e di suamano: Perchè a trar vantaggio da sì bella opportunità furono depu-tati a Leone X scelti Oratori, con supplica firmata dai primi uominireputati di quella età, leggendovisi i nomi del Cattaui da Diaccetopersonaggio illustre per pietà e dottrina, di Messer Girolamo Beni-vieni chiarissimo pe’suoi letterari lavori, di Palla Rucellai esimioOratore, di Alessandro Palli egregio filosofo, e del Nardi, del Cer-retani, di Luigi 'Alamanni , di Pier Francesco Portinaia, e di altrimolti, tutti spettabili per sapere e virtù. Ed è bello notare le parolecolle quali la supplica si chiudea, cioè: Io Michelangelo scultore avostra Santità supplico, offerendomi al divin Poeta fare la sepoltura,Sua Santità concedente, in loco onorevole in questa Città.
Queste preci furono presentate li 20 ottobre dell’anno i 5 ig,ma la maligna fortuna, che invidiosa s’attraversa alle magnanime im-prese, fe’sì che la domanda non impetrasse piena grazia da quel prin-cipe, nella grandezza del quale più speraresi convenia. E certamentese fato avverso non invidiava al generoso pensiero, avria Firenze unMonumento a Dante operato da tale, che potea più che ogni altro