sublimarsi all’altezza del grande argomento; perchè il Buonarroto nonsolo, come riporta il Condivi suo discepolo, fu del massimo Alighieristudiosissimo, e ne mandò alla memoria il poema, ma si parve chein quel suo petto liberissimo si fosse per retaggio trasfusa tutta lafierezza, la forza, l’ardire, e l’originalità di Dante . E tanto si asso-ciavano all’indole e alla terribilità dell’alta mente di Michelangelo litremendi concetti dello Alighieri, e le nuove e mirabili sue immagi-nazioni, che l’erudito Bottari nelle note al Vasari ci dice esservi statoun esemplare della divina Commedia col contento del Landino della prima stampa in foglio di grossa carta con un margine forse piùlargo di mezzo palmo, ove l’eccellentissimo artista avea disegnato inpenna tutto quello che condensi nella Poesia di Dante , con una quan-tità innumerabile di nudi bellissimi, e di attitudini incredibilmentevariate e sorprendenti. 11 qual Cimelio venuto alle mani di un Anto nio Montauti amicissimo del Salvini fu poi sventuratamente e congrave iattura dell’arti in una fortuna di mare, fra Livorno e Civita vecchia sommerso con altri effetti del Montatiti.
Raccolse nondimeno Firenze alcun frutto dalle sue suppliche,conciossiachè l’antico busto marmoreo di Dante , che sorgea sul sepol-cro Ravennate , fu dato poi dall’Arcivescovo di Ravenna allo scultoreGiambologna : sul qual fatto raccontato dal Cinelli nel manoscrittodella Storia degli scrittori fiorentini, non posso rimanermi di redar-guire il Giambologna medesimo, il quale avendo ricevuto quel pegnoprezioso , come ogni evidente ragione persuade, jDerchè fosse dato aFirenze , e per collocarlo come si volea degnamente, indugiò tanto afarne un monumento, che dopo la sua morte passò alle mani delTacca, e quindi alla duchessa Sforza, dopo di che se ne sono perdutele tracce.
Ma se il sepolcro di Ravenna eretto da Bernardo Bembo cultoredelle muse etnische, come si dice nella lapide, quando egli nell’anno1 483 fu pretore de”a detta città per la repubblica veneta , perdette