Moiri
DSAGGSUMTA
1. Un bel testo a penna del (lomento del Buti con miniature si con-serva nella libreria della Badìa di Firenze : e un altro scritto nel i 4 2 8 nellaLaurenziana : ed altro del Secolo XV. in tre Volumi nella Riccardiana.
2 . Fra i libri del March. Alessandro Gregorio Capponi esisteva un Co-dice di Dante del i3G8 di Gio. di Ghirigoni di Antonio Ghicci Git. Fioren-tino del popolo di S. M. Novella . Altro Codice insigne possiede pure la CasaT empi.
3. In quanto ai Compendj e Conienti, senza rammentare la fatica diCecco di Meo, di Mellone Ugargieri Sanese, ed i a5 Sonetti di Mino di Van-ni, che già ebbe il Muratori; Gio. Boccaccio compendiò in tre Capitoli laCommedia, come è in un Codice Riccardiano scritto nel i4 2 9 : del Petrarca poi alla detta Libreria Riccardi si conserva un prologo non intero sopra laCommedia: similmente parla il Lami nelle sue Novelle dell’anno iy5G delPoema di Dante compendiato in n Capitoli.
4- Ai fianchi del Tempio di Santa Maria del Fiore giace una gran pietradetta Sasso di Dante. Una perenne tradizione porta, che il Vate altissimoivi solesse adagiarsi abitualmente, come dicono di Pindaro sui termini po-sti agli accessi di Tebe: E già nell’età di Dante in cui i cittadini, traendoall’antico costume, conducevano una vita pubblica, in cui i mercatanti, e icapi della Repubblica si radunavano sotto le pubbliche logge, anche i pri-vati aveano usanza con una loro semplicità di vivere, di convenire in luo-ghi designati, e ivi intrattenersi de’loro negozj o delle bisogna dello Stato.Leggesi nelle Memorie Toscane del Secolo XVI., che quel sasso era venutoin tanta venerazione, che credeasi il suo contatto inspirare il genio, e la venapoetica ; quasi che da quello come da un afflato di un tripode, emanasse l’aura