di ali, e pare che la sorte, come per fausto oroscopo, gli avesse accomodatoquel nome in vaticinio del suo sublimissimo volo al Cielo sulle immense alidell'immaginazione, del suo ingegno, e del suo genio.
12. Pietro compilò pure il comento del lavoro paterno ed esiste nellaLaurenziana : e il Marchese Alessandro Capponi ne possedeva un altro testoa penna, e di questo dice il Filelfo: Non arbitror quemquam recte posseDantis opus commentari, nisi Petri viderit volumen, qui ut semper eratcum Patre ita eius mentem tenebat melius.
1 3 . Leonardo Bruno scrive che Dante di sua mano egregiamente dise-gnava: ed egli stesso nella sua vita nuova accenna che si dilettava di questoesercizio. Benvenuto da Imola nel suo comento, e il Balclinucci nella vita diGiotto raccontano, che quest'ultimo dipingesse in Napoli alcune cose col di-segno di Dante , e il detto Leonardo soggiunge, che Dante era anche scrittoreperfetto, ed era la lettera sua magra , lunga, e molto corretta. La forma delcarattere suo si può avere da un Codice dell'Archiv . Armanni di Gubbio ,in fine del quale vi è un Sonetto di Dante che credesi scritto di suo pugno .Noi aggiungemmo sulla relazione del Foscolo , che una segnatura di Dante autografa è presso i rispettabili Sigg. Conti Pappafava di Padova . Ma avendopoi veduto in Padova quel Rogito, abbiamo ritrovato, che Dante vi fu solo inqualità di testimonio, senza firmarsi.
14. Scrive il Conte Mazzucchelli che lo Stabili dopo essere stato alla cortepontificia in qualità di medico, venuto a Firenze strinse consuetudine conDante Alighieri , col quale si occupava a sciorre varie questioni, e che Dante sosteneva che l'arte vince la natura: Proposizione molto profonda, e cheadesso dovria tornare terribile ai seguaci di alcune moderne scuole.
1 5 . Intorno al Podere che apparteneva a Dante , e alla Casa in Firenze ,riferiremo, per intero quanto ne dice il lodato Pelli nelle citate Memorie ,a c. 34 * M
« Per conferma di questo è necessario riferire il sunto di un Lodo e di» un {strumento di vendita, il tutto esistente all’Archivio generale nei ro-» giti di Ser Salvi Dirti protocollo X. tal quale si è compiaciuto comunicar-» melo il mentovato Dei: i 332 . Franciscus quondam Alagherii de Alagherii» qui moratur in Populo Sancti Martini Episcopi de Florentia, et hodie mo-» ratur in Populo Plebis de Ripoli, et dominus Petrus judex, et Jacobus» fratres, filii quondam Dantis Alagherii de Alagheriis Populi Sancti Mar-ra tini Episcopi, Nicolaus quondam Forasini de Dante procurato!’ dicti Petri