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Tomo primo.
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È collocata dai Medici tra le 5piante emollienti ; fu prescritta negliempiastri, ne’ fomenti, ne’ clisteri percalmare le irritazioni infiammatorie onervose. Le foglie promovono l’orina estagnano il corpo ( Date ). Swediaurl’ha posta tra le piante mucillagginosedi virtù emolliente; talvolta era ancheadoperata come astringente nelle diar-ree e nella dissenteria : ma nella moder-na Medicina è oggimai caduta in dimen-ticanza.

Di un tale obblìo la rifa larga-mente la bella comparsa che le serba ele serberà sempre l’Architettura sui ca-pitelli corintii : del qual uso ecco l’ori-gine. Una donna di Corinto afflittissimaper la morte di una sua fanciullina ave-va portato presso la tomba di lei uncesto pieno degli oggetti che in vita leerano più cari, coprendolo con unalarga tegola, perchè le piogge non vipenetrassero : era la stagione in cui labrancorsina ha perdute le foglie, e ilcesto venne posato precisamente soprail colletto di una di queste piante : algiungere della primavera le foglie svi-luppandosi cinsero e involsero il cesto,ed arrestate dallo sporto della tegola siripiegarono all’infuori accartocciandole estremità in ritondi cirri. Per casoun giorno passò di là Callimaco scul-tore, e visto il grazioso elegantissimoornamento, che formavano insieme ilcesto, la tegola e l’acanto, l’adattò talquale alla colonna corintia.

La 2 .a specie, Acanto nero , si di-stingue pel suo color verde carico splen-dente : è nativa del Portogallo .

La 3.a specie, Acanto spinoso ,ha le foglie grandi come la i . a , lisce eprofondamente pinnato-fide, ma sugliorli spinose e pungenti : caule da 2 a3 piedi, guernito di fiori, il cui labbroè bianco.

La 4- a specie, Acanto spinosissi-■Vii. di Agr ., Yol. 1.

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ino, ha le foglie ancor più minutamentefrastagliate, pinnato-fide e spinosissime:le spine sono bianche.

Tutte le indicate specie sono erbeperenni o viviradici, indigene delle parlimeridionali di Europa , e che però sicoltivano o si possono coltivare in Ita-lia in piena terra : solo la 5. a , YAcan-thus ilicifolius , è un arbusto nativodelle Indie Orientali, che vuol esserecoltivato nelle stufe.

L. RIANNETTI.

ACANTOCEFALI. (. Entom .)

Famiglia, ed ordine di vermi , checon una prominenza guernita di spinecurve, che forse lor serve di tromba, siattaccano agl’intestini. V. Echinorinco.

ACANTOFORA. (Hot. Qiard.)

Genere di piante crittogame dellafamiglia delle alghe caratterizzato daitubercoli spinosi, e rotondi, simili apicciole spine o a grossi peli ruvidimolto ramosi sparsi sulla pianta. I fustidi queste piante sono ramosissimi, ci-lindrici, quasi cartilaginosi, violacei overdastri, lunghi da cinque a sei pollici.Abitano queste i mari dell’ Equatore .

Accenneremo soltanto 1’ A. deli-lii , Lamk. come la più elegante di tut-te le specie, e come quella che, per lasua forma generale, ricorda il NajasJlu-viatilis , tanto comune ne’ nostri fiumie riviere.

Potrebbe allevarsi ne’giardini si-tuati sulle coste dei mari, appunto co-me nell’ I. R. Orto Rotanico veneto ilbravissimo Ruchinger vi custodisce emoltiplica varie piante marine.

ACANTOIDI. V. Acantacee.

ACANTOPO. ( Entomol.)

Genere d’ insetti , così chiamatiper avere le gambe posteriori terminalada due spine.

ACANTOPODO. ( Ittiol .)

Nome dato da Lacépède ad ungenere di pesci perchè hanno due pun-

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