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Tomo primo.
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schiuma : cosa che si corregge, come

vedremo (§. i 5 ).

§. 14. Verrà certo vaghezza neileggitori di conoscere in qual modo siappronti il filo e la schiuma di plati-no appunto per facilmente passare allaesecuzione di questo apparecchio, e cre-diamo giusto anticipare una conoscenzache in vero dovrebbe far parte dell’ar-ticolo che tratta di questo metallo.

Devesi a Wollaston la maniera diridurre il platino in un filo sottilissimoa grado di non aver di grossezza chedi millimetro, ed ecco il sem-plicissimo metodo usato. Si attacca unfilo di platino, più o meno grosso, nelcentro di un cilindretto vuoto, poi get-tasi in esso dell 1 argento fuso, in talmaniera che il platino ne sia coperto ;dopo passasi alla trafila questo filo co-perto dall’argento, il quale ne facilitaquest’azione. Ciò fatto, e ridotto il filoalla occorrente sottigliezza , lo s 1 im-merge nell’acido nitrico, il quale, scio-gliendo l’argento, lascia il platino in-tatto.

Per poi avere la schiuma pren-desi miniera di platino, limatura, oppu-re alcuni frammenti di questo metallo,e si fanno riscaldare in una fiala di ve-tro con 5 o 6 volte il loro peso diacqua regia, composta di una parted’acido nitrico concentrato e due diacido muriato egualmente concentrato.Quando il metallo è sciolto, si evaporaa siccità, per Scacciare l’eccesso di aci-do, e si scioglie la materia nell’acqua.Due sono i modi di estrarre il platinoda questa soluzione : il primo, mettendonel liquore una lamina di zinco, la qualecopresi di una materia nera e porosa,ch’è il platino stesso, cui, onde sia buo-no ad adoperarsi, deve essere raccoltoe seccato ; il secondo modo è di versa-re nell’ idroclorato di platino un ecces-so di dissoluzione concentrata d’idro-

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clorato d’ ammoniaca (sale ammonia-co ) ; si forma un precipitato giallo ab-bondantissimo, da cui, posto sopra unfiltro lavato, e poscia arroventato in uncrogiuolo, rimane la schiuma di platino.

§. i 5 . Dietro le osservazioni fatteda Thenard e da Dulong il platino otte-nuto dallo zinco, siccome quello checonserva più a lungo la proprietà diaccendere l’idrogeno, merita la prefe-renza. Quando la schiuma di platinoha perduto questa proprietà, se glielarende arroventandolo fortemente, cioèesponendolo per alcuni minuti al lumedi una candella, o immergendolo nel-1’ acido nitrico od anche nel nitratodi ammoniaca, lavandolo, e facendoloseccare.

ALTRI ACCEKDI-FUOC1II.

Aecendi-litme pneumatico.

§. 16. Il Colonnello Grobert feceal certo una bella invenzione nel darcigli accendi-lume pneumatici. Partì eglidalla idea della infiammazione prodottacon una rapida compressione dell’aria,e nel 1806 non fece se non che ridurrea minori dimensioni lo strumento de-stinato a quella esperienza : l’imbarazzonasceva dal ritardo che si portava allaconservazione della fiamma, differendodi troppo il presentare 1’ esca accesaall’ aria libera, a cui per altro egli ri-mediò con una chiave. (Tav. I, fig. 6.)

g. 17. Tre anni dopo codesta bellaproposizione si è perfezionato il mec-canismo costruendo un piccolo corpodi tromba ( Tav. I, fig. 3 ), ovvero siaun cilindro, in ottone e in qualsiasi al-tro metallo, della lunghezza di 11 centi-metri sopra il diametro di un centimetroe aperto ad una estremità A , e chiuso