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dall’altra B, nel quale può farsi scorrereuno stantuffo C, che combacia esatta-mente colle pareti, come nelle trombeprementi ordinarie. Il fondo I dellostantuffo è forato d’un piccolo incavo,nel quale ponesi un pezzetto d’ esca ;spingesi con un colpo rapido lo stan-tuffo verso il fondo, poi tosto si leva,e trovasi l’esca accesa. Questo effetto èfacile a conoscere, quando si sappia chel’aria dilatala abbassa la temperatura deicorpi vicini, e li riscalda allorché ècompressa : tale fenomeno sarà spiegatoalla parola calore. Se la pressione èforte, la temperatura innalzasi a gradodi accendere l’esca, ma convien che l’a-zione di comprimere sia rapida, altri-menti il calore sarebbe dissipato, perle pareti dell’istrumento medesimo, amisura che si sviluppasse.
§. 18. Con un poco di pratica riescefacilissimo l’assuefarsi a dare quel col-po forte e rapido allo stantuffo per ac-cendere 1’ esca, principalmente quan-do questa sia di buona qualità. L’incavoI del fondo dello stantuffo deve avereuna grandezza bastante per conteneretutto il pezzetto d’esca, giacché in casodiverso questo resterebbe schiacciatocontro il fondo del cilindro, e 1’ effettomancherebbe appena ottenuto. Quandocomprimesi l’aria interna in tal guisa,la sua forza elastica cresce rapidamentea segno, ch’essa si fa strada tra lo stan-tuffo e le pareti interne : non ne restaquindi che pochissima fra il fondo dellostantuffo e quello del cilindro ; dal chene viene, che non ritraendo all’ istantel’esca, essa estinguerebbesi mancando1’ ossigeno necessario per alimentare ilfuoco : quando non si agisca con suf-ficiente destrezza, osservasi sull’esca unamacchia nera, la quale indica essersiquesta accesa e poscia subito smorzata.
§. i g. Si costruì questo apparecchioin varie forme, la più semplice delle
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quali è quella sopra descritta. Dappri-ma però il colonnello Grobert, pressoal fondo B del cilindro, vi adattò, comedicemmo, una chia ve D (Tav. i. fig. 6.)che lo chiude perfettamente, ed haalla sua superficie un incavo per rice-vere l’esca : allora Io stantuffo ha lasua base solida, nè vi è bisogno di le-varlo interamente dal tubo per far agirel’istrumento : quando l’esca si è accesa,dopo la rapida compressione dell’ aria,si gira subito la chiave J 9 , onde il suoincavo si presenti esternamente con laesca accesa. Le fissure della chiave edello stantuffo sono bastanti per lasciarentrare e uscir l’aria quando si vuolmuovere l’asta.
Accendi-lume JbsJorici.
§. 2o. Gli accendi-lume fosforicivennero proposti dal stg. Derepas finodal 1809, ed ebbero in Francia moltis-simo favore.
§. 21. Tengono questi costruitiin diverse guise. Il signor Derepas ri-scaldava, in un bagno di sabbia, unvaso a piccolo orifizio, Contenente ottoparli di fosforo. Lo fondeva egli così,senza però lasciarlo ossidare, e quandoera sciolto aggiugneva quattro egualiparti di magnesia, mescolando il tuttocon uno stilo di vetro alla temperaturadi go gradi di Reaumur, e quindi apoco a poco moderandola fino a 33 °, o3 o°. Questa composizione forma cosìuna specie di polvere grossa, la qualesi chiude entro al vaso in cui si è fatta,ovvero la si trasporta in altri, e adope-rasi per infiammare i solfanelli, od altricorpi facili ad accendersi, come or oravedremo. Cosiffatto accendi-lume vieneconosciuto in commercio sotto il nomedi Mastice infiammabile.
§. 22. Credesi da alcuni che ven-ga formato così un fosfuro di magnesia,suscettibile di accendersi da sé al con-tatto dell’aria. Ma basta egli una tale