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tervento di questi due grandi agentidella natura.
§. 8. Il primo di tutti gli accon-ciamenti, quello che fu praticato in tuttii paesi, e sempre mai si praticherà, con-siste nel rivoltare la terra. Ma come agi-sce l’operazione di rivoltare la terra ?Unicamente col dividerla, i,° per dareall’aria atmosferica la possibilità d’in-trodursi nell’ intervallo delle sue mo-lecole ; 2.° per permettere all’acqua didiffondersi egualmente; 3 .° per facili-tare alle radici delle piante i mezzi diinternarsi in tutte lo cavità. Noi credia-mo adunque, che sopra ciò in gran par-te riposino le basi della teorica, e perconseguenza anche quelle della praticaagronomica.
Di fatto, le radici delle piante, allequali la natura ha dato la facoltà di de-comporre l’aria, e di assorbire 1’ acquacarica di mucillaggine, quando il ca-lore è asceso ad un certo grado, chevaria secondo la varietà delle specie(e. Calore delle piante), non trovan-do ostacoli a diffondersi da per tutto,ma ben piuttosto trovandosi in questofacilitate da una quantità eguale d’ariae d’acqua, moltiplicano i loro succiato!,e moltiplicandoli aumentano tanto piùi loro mezzi d’azione, e per conseguen-za rendono maggiore la vegetazione del-la pianta eh’ esse devono alimentare.
§. 9. Noi non vogliamo però direcon alcuni agricoltori, doversi ripeterele arature sopra il maggese ( v. questovocabolo ), perchè siffatta azione è spes-so,. e massime nella state, contraria alloscopo dell’arare : diremo bensì che pren-der conviene il minore spazio possibi-le di terreno per volta, sprofondare ilsolco quanto più lo permette il suolo,e, di più, ripetere poscia con la mag-gior frequenza possibile i rincalzi diestate, nei generi di coltivazione che loaddomandano, come la vite, il formai*
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Ione, i pomi di terra , i fagiuoli, i vi-vai ec. ec. (f r . gli articoli Arare, Rin-calzare.)
§. io. Havvi però alcune terrefertilissime ed altre difficilissime da di-vidersi col mezzo deH’aratura : questeultime, dette terre forti, o terre ar-gillose (v. questi vocaboli ), sono suscet-tibili d’uù’altra specie d’acconciamentodello stesso genere, di quello cioè chesi forma mescolando con queste terre itritumi di calcinaccio, di ghiaja, di sab-bia, di marna, di creta, di terra semi-calcinata, ed altre analoghe sostanze.Questi mescugli danno ad esse terre lafacoltà di lasciarsi più facilmente divi-dere dall’ aratro, di conservare questadivisione per un tempo più lungo, eproducono per conseguenza in quelle diqualità media l’effetto di parecchie ara-ture, fossero pure ben eseguite. Sotter-rando della paglia, degli steli di piantepiccole, delle foglie, delle radici, si agi-sce sempre nella maniera medesima, fa-cendole servire d’ingrasso, o come som-ministratrici di principii ai vegetabili.
§. 11. Le terre troppo leggere,come le sabbie, le ghiaje, le crete, ec.che facilmente si dividono, hanno unaaltra causa d’infecondità, che può es-sere facilmente corretta. Siccome questeterre non possono nutrire le piante adesse confidate, a motivo che per la loroporosità passa l’acqua delle piogge co-me per uno staccio od è rapidamenteritolta dalla evaporazione, così basteràdar loro una consistenza atta a conser-vare queste acque piovane, ovvero in-naffiarle frequentemente : l’argilla, tantoinfeconda per sè medesima, diviene inquesto caso il mézzo d’acconciamento.
§. 12. Per rispetto agl’innaffia-menti, questi possono effettuarsi in duemodi, o alla mano, col mezzo cioè degliinnaffiatoi, delle botti, delle trombe ec. to per irrigazione, col fare scorrere cioè