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verse affezioni. Imperlatilo, da coloroche trar ne vogliono un partito, scegliersi deve i più perfetti individui affinchèle buone qualità si propaghino in quelliche ne derivano, e poscia cercar dinuovo, come dice Trautmann ( Eleni,di Eco. ru., trad. dai P. Configliacchie Morelli , t. 3 , p. 67), fra le bestieavute da quest’ accoppiamento, le piùperfette, affinchè nelle ulteriori riprodu-zioni si giunga finalmente ad otteneregli animali al massimo grado di perfe-zione.
§. ai. Altrove noi ci faremo adescrivere tutti gli effetti che nasconoda un cattivo o ben inteso accoppia-mento, come si tolgano certi difetti, esi accrescano le belle prerogative ovesia ben inteso : altrove esamineremotutte le relative teoriche, e vedremoanche quanta cura prestar si debbaall’ affinità di parentela, direm così, equando debbansi unire gli esseri lontaniinvece dei vicini o di quelli che sonoprodotti dagli stessi individui, e cheperciò sono fratelli (v. Incrocicchiamen-to, Bazze), perchè in questo articolonon d’altro ci abbiamo dato cura, che diesaminare quanto più da vicino spettail congiungimento, e perchè riesca adovere noi fin d’ora raccomandiamocaldamente di porre in opera con esat-tezza le nostre prescrizioni, e special-mente raccomandiamo quanto diremoqui appresso della scelta , e della etàpiù opportune. Non vogliamo però pas-sare sotto silenzio, che nel congiungerej diversi animali devesi aver in miradi procurare ai prodotti quelle qualitàche aver deggiono a norma dell’opera acui vogliono destinarsi, ed a norma dellariuscita e dei bisogni della razza del pro-prio paese, e che è assolutamente neces-sario rigettare talvolta l’uso, o l’abuso,di ricorrere sempre ad animali, femmineo maschi, stranieri per ottenere un mi-
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gliorc effetto, e procurare piuttosto diraggiungere lo scopo mercè una grandeattenzione nella scelta dei più robusti eperfetti individui che devono servireall’ accoppiamento . Con tai mezzi siconseguirà , oltre la perfezione dellerazze, più copioso, il prodotto, e ces-seremo in pari tempo di essere altruitributarii.
§. 22. Di fatti, ove nei nostripaesi trovatisi animali domestici meglioformati, più grandi e grossi, più snelli,più abbondanti di latte e più idoneia tal atto dei forestieri, perchè tras-curarli? Perchè negligere, verbi gra-zia, e posporre le nostre ad altre razzedi cavalli di Napoli, della Toscana , delPolesine, del Friuli ? Perchè trascurarele razze bovine della Sicilia, del Pole-sine, della Svizzera ? Perchè far pococonto delle pecore padovane che, aldire dell’erudito Fappani , sono dotaledi una lana assai più fina e di una cor-poratura assai più grande di quantepecore crescono e si allevano nelle pro-vinole italiane ?
§. 23 . Sarebbe pur bella cosa chei Governi stessi con la loro autoritàdessero mano seriamente a porvi unrimedio. Intanto non si dovrebbe ciòtrascurare dai possessori dei fondi, iquali dovrebbero radunarsi in alcu-ne società e scegliere que’ maschi, nelpaese o fuori, che meglio guidasseroalla meta prefissa. L’augusto monarca,Francesco I , che nulla lascia intentatoper rendere più prospera la sorte deisudditi suoi, introduce ogni anno, nelleProvincie Lombardo-Venete, scelti stal-loni : oh faccia egli altrettanto almenoper le razze bovine ! Forse coloro ( iVeterinarii provinciali e circolali) aiquali la maestà sua affida espressamentequanto può interessare gli animali diqueste provincie, le avranno ormai fat-to conoscere queste nostre bisogna e la