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Tomo primo.
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necessità di estendere i suoi beneimialle bestie bovine ed alle pecorine. Ciònullameno dal canto nostro, dappoichéci vien porta occasione, non possiamonon affrettare co’ nostri voti un sì av-venturoso momento, il quale certo nondomanda spesa o piccolissima, perchèdedicar gli si potrebbe, con assai piùprofitto, un terzo di quel che si spendepei cavalli, senza portar danno al mi-glioramento di questi, purché la cosafosse ben maturata e diretta.

Desideriamo pur vivamente, chesi conosca anche la necessità di por piùattenzione nella scelta e nell’uso deglistalloni che ci vengono spediti, e quindiche non indistintamente si mandino quae là qualunque essi sieno, ma ben piut-tosto quelli soltanto che sono suscetti-bili di portare quelle qualità di cui tro-vansi prive le diverse nostre razze aseconda degli usi che servono, e chenon giungono a distruggere o diminuirequei caratteri per cui sono apprezzate.Anzi sarebbe certo miglior consiglioomettere siffatto invio in alcuni trattidi paese, come che sarebbe assai piùavvantaggioso di scegliere sul luogo imigliori e più perfetti stalloni. ( V. gliarticoli Bardetto, Generazione, Ibri-di , Incrocicchiamento, Meticci, Molo,Razza. )

LPaccoppiamento nei quadrupedi do-mestici più utili dovrà essere pos-sibilmente libero.

§.24. Ora, senza più trattenercinella enumerazione dei vantaggi chepossono risultare da un ben inteso ac-coppiamento, entreremo nella impor-tante e curiosa questione, se egli debbaessere Ubero o concesso , o, come dice-si anco, a scàpola ovvero a mano ; cioèse debbasi al maschio lasciare la sceltalibera delle femmine entrate in calore,affinchè le copra a suo piacere qualun-que volta si appalesi in esso il deside-

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rio, o debbasi invece a bella posta pre-sentare ad esso la femmina, e quasiforzarlo a montarla a seconda delle no-stre brame?

§. 2 5 . Gli antichi sembrano incli-nati alla scelta libera, e tra i modernialcuni la raccomandano, altri non ces-sano di proscriverla affatto, ed alili silimitano ad accordarla per certe speciesoltanto. Buffon , con quella eleganzache gli è familiare, concede libera lascelta al toro, e quanto egli dice inproposito noi lo estendiamo a tutte lerazze. Quando, die’egli, non havvi cheun maschio solo per un numero grandedi femmine, esse non hanno la libertàdi consultare il proprio genio ; l’alle-grezza, i piaceri liberi, le dolci agita-zioni sono lor tolte ; niente rimane chele lusinghi, e le ecciti nei loro amori ;esse patiscono negli ardori, e vengonomeno aspettando i freddi avvicinamentid’un maschio, ch’esse non hanno scel-to, il quale spesse volte non convieneloro, e sempre le accarezza meno d’unaltro che ne avesse meritata la prefe-renza : da questi miserabili amori, daquesti accoppiamenti senza genio, deb-bono nascere egualmente miserabili pro-duzioni, esseri inetti, che non avrannomai nè il coraggio, nè la magnanimità,nè la forza che la natura ha soltantopropagato in ciascuna specie, col lascia-re a tutti gl’individui le facoltà lorotutte intiere, e singolarmente la libertàdella scelta, e persino la sorte degl’ in-contri ( St. Nat. del Buffalo). Garsant ,celebre cavallerizzo di Luigi XIV , nonla voleva libera nei cavalli ( Conaìs.gén. dii Chevai. ). Il Garsoni diceva,all’incontro, che l’accoppiamento de-vesi fare con franchezza ed amore, enon contro volontà, essendovi maggiordiletto in un animale sciolto, che in unlegato ( Arte di Con. e dis. le qual, delCavallo ). Il Duca di Newcastle , nome