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un’attitudine sicura al lavoro; offrano nelloro insieme e nelle singole parti il mag-gior numero possibile di caratteri e dibellezze che li rendono apprezzabili, esi lascino del tutto quelli che si trovas-sero con difetti fisici, od altre tristequalità. Lungi si tengano gli animalispossati dal travaglio, i maligni, gli om-brosi, i caparbi o restii, e gli altri cheavessero di consimili difetti, imperocchéessi l'iescono sempre pericolosi in unamandria, e sempre si corre rischio divederli rigenerati nei loro figli.
Età.
§. 33. Non ci faremo ora ad esa-minare l’ingegnoso sistema dell’immor-tale Buffon intorno all’ età degli ani-mali più atta alla generazione, e se essadebba essere innanzi o dopo il primosettenario del corso intero della lor vita;ci basti ritenere per fermo, che 1’ ani-male deve almeno quasi aver giunto ilcompiuto accrescimento per poter pro-creare esseri bene organizzati e similia sé stesso, e deve cessare col primoinvecchiarsi, dappoiché, ove lo si ab-bandoni troppo giovane o troppo vec-chio alla copula, non produrrebbe chefigli piccoli, meschini e difettosi, i qualispesso morirebbero di debolezza, o, secampassero, di poco vantaggio riesci-rebbero al proprietario , e di sicurodetrimento alla razza.
§.34- I Cavalli Tedeschi, Frisii ,Danesi ed Inglesi non cominciano acoprir le giumente che a cinque anni,e in molte parti della Svizzera , dell’Ita-lia e della Francia all’età di quattr’anni.I Cavalli Andalusi, Napoletani, Barbari.Turchi, Arabi montano generalmente aquattr’anni e mezzo circa, e per una sin-golare bizzarria della natura gli abitantidell’ alta Tartaria ed i Persiani i piùvicini al mare del sud, e diversi tantodi clima e di nutrimento, usano di non
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dare alle Cavalle che gli stalloni di seianni e anche sette compiti.
§. 35. Da codeste osservazioni neviene, che lo stallone di razza nobile,essendo più tardo ad acquistare il na-turale suo accrescimento, non dev’ es-sere adoperato alla copula prima deisei anni compiuti, e per gli altri poida adoperarsi al maneggio ed alla faticapossono compiere ai cinque anni le fun-zioni d’amore con bastante perfezione,e i loro figli saranno certamente abilis-simi al travaglio : diciamo bastante ,perchè noi, oltre alla pratica, vogliamoessere guidati da un giusto raziocinio,per cui appunto anche pe’ Cavalli dalavoro si dovrebbe usare gli stessi ri-guardi degli altri, e in ciò convengonotutti i buoni naturalisti. Cessano poidi essere vantaggiosamente prolifici al-F età di sedici a dieciott’anni.
§. 36. Le Cavalle sono atte a con-cepire a’ due anni, ma tutti attendonogiustamente il terzo o meglio il quartoanno, affinchè diano buoni prodotti :cessano poi a’ quindici 0 sedeci anni.
Degli Asini.
§. 3 7 . Gli Asini si prestano beneall’accoppiamento nella età di tre anni,abbenchè sieno atti a procreare anchedi due : si accoppiano inlatti in alcuniluoghi in tale età.
Dei Buoi e delle P acche.
§.38. Con la sopra enunciata teo-ria di Buffon , il giusto accrescimentodelle Vacche sarebbe a due anni. PeròPlinio ( Hist. Nat. de Bobus ) ci nar-ra che Pirro perfezionò le razze dei-fi Epiro accordando ad esse fi accop-piamento nel quarto anno, e Columella(de re Bus. ) si attiene alla stessa età,la quale è pure sancita da Palladio, daMagone e da molti altri. Oltre a questeopinioni la esperienza ci mostra che leVacche e i Buoi Siciliani, che sono imigliori d’Italia insieme a quei del Po-