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di biada bollita nel vino rosso gene-roso : per ultimo, quando 1’ ardenza dilei pel maschio arriva all’eccesso; il chesi conosce dalla grande infiammazionedella vulva, dall’abbondanza dell’ umo-re che sorte, dal pisciare assai spesso edal muggito quasi continuo ; fa d’uopodilferire 1’ accoppiamento fino a tantoche scemi alcun poco il calore, giacchéin tale stato probabilmente riuscirebbeinfecondo. Se poi l’ardenza non isce-masse, come succede nelle Tacche ste-rili di natura, le quali ardono d’amorepressoché tutto l’anno, ovvero ad in-tervalli di otto, dieci o venti giorni, o sericomparisce dopo concessa la copula,ciò che in alcune talvolta si verifica,tornerà meglio allora vendere tali Vac-che al macellaio, ove per altro nonfosse più vantaggioso destinarle soloper il lavoro.
Come avvenga.
§. 55. In questi quadrupedi vi haintroduzione di verga, e le femminesono provvedute di un organo volut-tuoso, e ricevono il maschio sul dorsotenendosi ritte in sui piedi. ( V. Cli-toride, Coito. )
Come trattansi gl ’ individui destinatialla riproduzione prima dell ’ ac-coppiamento.
§. 56. Il maschio dev’essere nelcorso dell’ anno ben nudrito, e gover-nato con tutta diligenza sia in quantoal cibo e alla bevanda, come alla poli-tura del corpo e della stalla. Si potràlavargli i piedi, ma non mai bagnarglila testa e la schiena. I cibi freschi esuccolenti, come 1’ erba, il fieno mag-giengo, già convenientemente fermenta-to e tolto ai prati sani, non marcitoli;e la biada o avena di ottima qualità, necostituiscono il cibo migliore e più attoa mantenerlo sano e robusto, e l’ acquadovrà esser pura e quale l’abbiamo al-trove descritta. (f r . ÀmiLVEEARE, Acqua.)
§. 5^. Nelle ore più calde del ver-no lo si farà passeggiare almeno unavolta, e due volte nella state, mattina esera; o se vi avesse un qualche lavorolo si potrebbe in esso esercitare convantaggio, purché fosse moderato, e daeseguirsi nelle ore appunto più tem-perate.
§.58. Alcuni giorni prima checominci le sue funzioni, e per tutto iltempo che le compie, giova poi di te-nerlo in luogo temperato e non troppofresco, di accrescergli la dose dell’ ali-mento, e principalmente della biada, laquale si aumenterà di un quarto pergiorno più dell’ordinario pei Cavalli,ed un poco meno per gli altri animali :ove non si volesse o non si potesseaumentare la biada gli si somministre-ranno con molto profitto due manatedi frumento.
§. 59. In molli luoghi si suoleamministrargli ogni settimana anco delsale con bache di ginepro per aguzzar-gli l’appetito ; altri lo apparecchianocolla purga e col salasso ecc. , ma que-ste sono cose da sfuggirsi assoluta-mente, perchè del tutto dannose.
§. 60. Le femmine esigono quasilo stesso trattamento che il maschio , eperciò le stesse cure in quanto al cibo,alla bevanda, allo esercizio del corpo,ed al giornaliero loro governo. Gli an-tichi, ed anche presentemente molti inArabia , accostumano di farle moverepiù volte al giorno dal momento in cuicominciano ad entrare in calore, ed al-cuni fra noi usano disporle alla copulacolla fatica e con una corsa, ciò chenon è il migliore consiglio.
§. 61. Una giumenta grassa bensì,siccome è per lo più sterile, così convantaggio la si potrà preparare coll’ e-sercizio, ed anche con una moderatafatica ; e sempre le si dovrà lasciare ipascoli più magri.