varietàlettone do noiutili, cierale lela Cor-rali, dii simileed oraparago-i al suoli corpivolumei migliocanapa.icejalo-e diver-a enun-risulta-talvolfadi colordi certote tutteacquosae vesci-fragili ea ricchediversa
trovareconten-: questee.
sarti delivennerospecial-l’utero e
ino.
:ste ace-: lesioniossuti in
esercizioTalvoltali leuco-
A C E
flemmasia universale in ispezieltà seoccupano il fegato. ]
§. 8. D’altronde codesti vermi ve-'scicolari deggiono assai spesso mole-stare parecchie funzioni importanti ope-rando alla maniera dei corpi estranei.Ed in vero, se ritrovinsi nei polmoni,determinano la dispnea ; se nel tessutocellulare esterno al peritoneo, od inquello che unisce tra esse le tonachedello stomaco o degli intestini, disor-dinano la digestione; se vivono nel fe-gato, producono vavj morbosi accidenti,i quali si limiteranno in qualche casoad un senso di gravezza o certo do-lore, che non si potrebbe riconoscerenegli animali per mancanza di espres-sione; ma più spesso vi avrà un tumo-re visibile', circoscritto o diffuso, confluttuazione, dispnea ed ansietà; o pu-re potrà sopraggiungere la itterizia ,il vomito, la epistassi, la diarrea od unastitichezza invincibile ; se si troveran-no nuotanti entro la cavità della ve-scica, potranno determinare parecchiaccidenti analoghi a quelli prodottidai calcoli nello attraversare la uretra ;se prenderanno incremento nella ca-vità dell’utero, potranno assai spessosimulare una gravidanza, e la loro e-spulsione sarà analoga al meccanismodel parto.
Esito e cura della malattia.
§. 9. Le malattie prodotte da co-desti vermi possono terminare o me-diante la espulsione dei vermi fuori delcorpo, o per mezzo della loro morte edel consecutivo rinserramento della ci-sti che la contiene.
Accadendo assai spesso che que-sti vermi escano all’esterno medianteun’apertura delle pareti addominali oper mezzo dell’egestioni e del vomito,sempre che siensi sviluppate entro ilfegato, così si propose di praticare so-pra queste cisti certe incisioni, le qualiDn, di Agr., Voi. I.
A C E 201
però non ebbero sempre un esito felice,e che noi non praticheremo se non nelcaso in cui si trovassero molto all’ester-no ed entro tessuti od organi di pocomomento. Giammai consiglieremo al-l’uopo gli emetici od i purganti, e soloinviteremo lo zelo di tanti Zoojatrici astudiare e suggerire un medicamentoche o applicato alla superficie del cor-po, mediante gli empiastri, fregagionio bagni, e lasciando intatta la superfi-cie cutanea, o togliendone i peli e lacuticola, ovvero amministrato interna-mente, posseda la proprietà di ucciderli,o per lo meno ne agevoli la loro espul-sione. Frattanto, seguendo i dettamideìFumana medicina, loro sogghigne-remo, che il mercurio dolce (idroclo-rato di mercurio), il sale comune (idro-clorato di sodio ), e l’olio empireuma-tico si presteranno all’uopo forse conmolto vantaggio. {/'. gli articoli Cnino-cocco, Cisticerco, e Vermi dimorantinegli animali. )
D.I DA PARE.
ACENA. (Acaena.)
Che cosa sia.
§. 1. Genere di piante, il qualecomprende, secondo Sprengel, quindicispecie, la maggior parte dell’AmericaMeridionale , e si compone quasi tuttodi piante appartenenti altra volta aigeneri Ancistrum ed Agrimonia.
Classificazione.
§. 2. Spetta questo genere allaDiandria monogynia di Limi., ed allafamiglia delle Rosacee.
Caratteri botanici generici.
§. 3 . Calice monofillo, il più so-vente tronco in cima, qualche voltaquadridentato, terminato da reste fattea freccia, e munite alFeslremità di ununcino rovesciato. Corolla quadrifida,o tetrapetala , attaccata alla sommitàdel calice e supera. Ha due e qualche[volta quattro e cinque slami , con an-2 fi