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Tomo primo.
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2.4 ACE

paese originario s’impiega la corteccia«li codesto Acero per tingere le lane ele tele di lino. Perciò, quando collabollitura si è avuto il color porporino,vi si aggiugne del solfato di ferro e siha un azzurro carico, o una certa quan-tità di allume e si ottiene il nero.

Loiseleur Deslongschamps (Die.des Se. nat.) dice che i Francesi delCanadà fabbricano zucchero col succhiodi questicero,da essi chiamato piaine ,nel modo stesso che si opera col suc-chio dell’ Acero zuccherino : ma vivuole il doppio di succhio per ottenerela medesima quantità di zucchero* (i).

ACERO SICOMORO. V. Acero

FICO .

ACERO SPAGNOLO. Acero opu-lifolium, Wild.

Caratteri botanici specifici.

Rassomiglia all 1 Acero fico cre-scendo soltanto, come sembra, ad unaminore altezza (io o i5 piedi). Lascorza è bruna o grigiastra e punteggia-la; le foglie orbicolari, biancastre al disotto, a cinque lobi corti ed ottusi ; ifiori disposti a mazzetti pendenti emozzi o corimbiformi : i frutti , o sama-re, tumidi con due ale paralelle e pocodivergenti.

Dimora.

Cresce sulle Alpi francesi, nell’Ita-lia superiore e sui Pirenei.

Usi e coltura.

Il legno è pieno, duro, d’una gra-na fina ed omogenea : il colore è d’ unbianco grigio e gialliccio: secco, pesalibbre 52, once n, grani i per ognipiede cubico: nella diseccazione non sifende punto, nè mostra P alburno. Siadopera nei lavori di falegname, peiquali riesce eccellentissimo. Seminatoin primavera i suoi germi spuntano nel

(1) F. Gerì,

A C E

second’anno; bisogna dunque seminarlosubito dopo il raccolto.

ACERO SPUGNOSO. V. Acero

BIANCO.

ACERO STRIATO. Acer pensyl-vanicum , Linn.

Caratteri botanici specifici.

Quest 'Acero ha il fusto dritto,di un verde glauco rigato di molte lineebiancastre nei nostri giardini, e nerastrenelle foreste di America ; le foglie lar-ghe, rotonde, ed a tre lobi inegualmentedentellati a sega ; i fiori verdastri aracemi pendenti ; i frutti Uscii e pocodivergenti.

Dimora , usi e coltura.

E originario dell’America Setten-trionale : viene coltivato nei nostri giar-dini, che abbellisce singolarmente conla vaghezza delle frondi e del fusto: nonteme il freddo dei nostri inverni : il suoposto è al secondo o terzo filare deimacchioni fronzuti : anche isolato pro-duce un bell’effetto, egualmente chenei viali o nei contorni di qualche spa-zio circolare. La maggiore altezza a cuiarriva è nondimeno dai venti ai trentapiedi, cioè tocca a tanta elevatezza ove.lo s’innesti sull’acero fico, il quale in-vigorisce la sua vegetazione, perchè ve-ramente non ha che otto a dieci piedi :noi lo facciamo ad arte venir più gran-de, onde accrescere il godimento e ilbel effetto che produce nei giardini pit-toreschi col suo bel fogliame e special-mente col singolare aspetto del fusto. Igiardinieri perciò baderanno se la pian-ta è cresciuta da seme o da innestoper collocarla opportunamente: eglinodovrebbero averne di tutte e due legrandezze.

Si riproduce dai semi che porgein grand’abbondanza nei nostri giardini,quantunque essi semi sieno per lo piùsoggetti ad abortire ; nondimeno, sicco-me il germoglio che ne proviene cresce