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Tomo primo.
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215
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assai lento nei primi anni della sua vita,mostrandosi indocile, secondo l'espres-sione dei coltivatori di vivai, si pre-ferisce comunemente l’innesto a occhiosu\Y Acero fi'co, operazione che si fa inprimavera od in autunno in piena terra,e il cui risultato dà, fin dal primo anno,getti di due o tre piedi d’altezza d’uncolore rosa piacevolissimo : riesce neiterreni secchi e caldi.

ACERO DI TARTARIA. Acer la-taricum , Linn.

Caratteri botanici specifici.

Ila le foglie bislunghe, inegual-mente dentate, leggermente lobate : ifiori rossiccii ed i fruiti ruvidi e con-vergenti.

Sorge all’altezza di quindici a ventipiedi, e resta sempre debole almeno perquanto ci consta, non avendone maiveduto alcuno più grosso d’un braccio.

Dimora e coltura.

E originario di Tarlarla. Si ripro-duce dai semi che dà in grande ab-bondanza nell’ età di quattro in cin-que anni , o dai getti che spuntanoqualche volta dal piede, o dai ramiridotti a margotti, che prendono ra-dice nell’ anno stesso , quando sonopiantati in inverno. Non teme punto ilfreddo del verno nel clima di Parigi : sidice che ama il terreno umido, ciò chenon abbiamo avuto occasione di osser-vare. Il suo posto è al terzo filare deimacchioni fronzuti nei giardini a pae-saggio. Non fiorisce che in Maggio eGiugno, quando le sue foglie cioè sonogià sviluppate.

Usi.

Si coltiva nei nostri giardini perornamento, quantunque non sia il piùbello del suo genere.

* Altra volta fu annunziato in al-cune Gazzelle , come in Baviera si ten-tasse allevare i Bachi da seta con lafoglia di questo A. tartarico , ma anche

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noi al contrario abbiamo allora dato aconoscere negli Annali di Tecnologiae di Agricoltura (voi. II, pag. 282),che Pallas fece per primo osservarene’suoi Piaggi (tom. I, pag. i 84-1 85 )come presso Actuba il Baco mangi didetta foglia, e che fu appunto da sif-fatta osservazione, notata anche da Boi -seleur Deslongschamps , che un certoBurgsdorf, nel 1816 o 1817,trasse lasua scoperta. Nel medesimo tempo ab-biamo cercato di far conoscere quantofosse ridicola la contesa insorta intornoa ciò fra Sterler di Berlino e Scherfzdi Strasburgo , ognuno dei quali pre-tendeva esserne lo scopritore. Poste-riormente, viaggiando noi la Baviera ,ed essendoci meglio assicurati che nonVAcero ma la Scorzonera serviva a taluopo, abbiamo cercato di torre le pri-me prevenzioni, aggiungendo però chetale suggerimento trovasi piuttosto ne-gli Elementi botanico-agrarj di Galli-zioli, e che fu sempre indarno esperito.(Y. Ann. sud., voi. IV, p. 1 99 -) Tut-tavia, dopo aver ribattuta in tal modosiffatta proposta, leggiamo, in un libroche in questo mentre ci giunge allemani, un lungo articolo, in cui la sipone in campo di nupvo, e dicesi, ciòche è più grazioso, che questo Aceroha le foglie funiformi , ripetendo cosìuno degli infiniti errori dei quali so-no zeppe le edizioni di Padova e diNapoli del Dizionario Ragionato eUniversale di Agricoltura , pubblicatodai Membri dell’Istituto di Francia. Enon si cesserà forse una volta dall’oc-cuparsi di simili ridicolosaggini, massi-me conosciuta che abbiasi la loro in-sussistenza?.... * (1).

ACERO TIGLIO. V. Acero fico.ACERO TOMENTOSO. P. Acero

BIANCO.

(1) E. Gera,