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che quella di Platano , ma lo zuccherodi Platano è più grato , che quellod’ Acero ; tanto Trina che l’altra speciedi queste acque sono sanissime, e nonsi è mai osservato, che recassero inco-modo a coloro, che ne hanno bevuto,anche dopo qualche esercizio violento,che produce il sudore : esse passanoprontamente per orina. Queste acque,concentrate col mezzo dell’evaporazio-ne, danno uno zucchero bigio,rossiccio;e d’un sapore grato, ma erbaceo.
Dagli Aceri si estrae il liquoreper incisione, e queste incisioni sonoper lo più ovali, e si fanno in modo,che il gran diametro sia presso a poconon solo perpendicolare alla direzio-ne del tronco, ma che una delle estre-mità dell’ovale eziandio sia più bas-sa* dell’altra, affinchè si possa racco-gliere il sugo. Si adatta sotto la piagaun piccolo canaletto di legno che riceveil sugo, e lo conduce in un vase, col-locato a piedi dell’albero: se si tagliassela sola scorza senza ferire il legno, nonsi otterrebbe nemmeno una goccia diliquore; conviene dunque che la piagapenetri nel legno alla profondità da unoa tre pollici, perchè i vasi lignei e noni corticali sono quelli che danno la so-stanza zuccherosa. Il Gautier osservain proposito, che nel tempo in cuiscorre il liquore, il libro è allora sec-chissimo, e unito quanto mai al legno, eche questo liquore cessa di scorrere,quando gli alberi entrano in sugo,quando la loro scorza si stacca dal legno,e finalmente quando l’albero cominciaad aprire le sue gemme. Le suddetteincisioni si possono fare dal mese diNovembre, tempo in cui gli Aceri spo-gli sono delle loro foglie, fino alla metàdi Maggio, in cui le gemme comincianoad aprirsi ; le piaghe però non darannosugo, che allo sciogliersi del gelo, e seesso durante la notte sarà stato molto
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forte, il sugo potrà scorrere anche neldomani : bisognerà però che l’ardor delsole sia superiore alla forza del gelo.
Da questo principio risulta:
r.° Che una piaga fatta dallatodel mezzogiorno darà acqua, mentrequella fatta allo stesso albero dal latodel settentrione non ne darà punto;
2 .° che un albero, riparato dai ventifreddi, ed esposto al sole, darà liquore,quando quello, che sarà privo di sole,ed esposto al vento, non ne darà pun-io ; 3.° che essendo leggero lo sciogli-mento del gelo, i soli strati più esternidanno liquore, e che tutti gli strati nedanno quando lo scioglimento è gene-rale ; 4° che i grandi scioglimenti delgelo succedendo di rado nei mesi diDecembre , Gennajo e Febbrajo, nonsi può sperar d’estrarre molto liquo-re, che dalla metà di Marzo alla metàdi Maggio. In favorevoli circostanze, illiquore scorre in tanta abbondanza,che forma un filo grosso come una )canna di penna, e che riempie unapinta, misura di Parigi , in un quartod’ora. 5.° Il Sa rrazin riteneva, esserecircostanza importante, per ottenernemolto liquore, che la neve si squaglial piede degli Aceri , ed il Gautier osserva pure, che quando la neve sisquaglia, il raccolto ne diventa abbon-dante ; ma esso aggiunge di più, che ciòaccade, perchè allora l’aria è abbastanzadolce per promuovere lo scioglimentodel gelo. 6.° Le incisioni fatte in au-tunno somministrano del liquore du-rante T'inverno, ogni volta che il gelo siscioglie, pili o meno però secondo lecircostanze di già indicale. Queste sor-genti si diseccano del tutto, allorché legemme sono sviluppate, e nell’anno se-guente conviene aprire nuove piaghe,perchè le vecchie non danno più nulla.
7 .° Il Gautier fa osservare, che se adun albero vengono fatte duepiaghe, una