Band 
Tomo primo.
Seite
229
JPEG-Download
 

A C E

in poco tempo, e quando 1’ efflore-scenza bianca, che si formava, erede-vasi abbastanza avanzata, si rivoltava-no le coregge in modo da cangiarne lasuperficie. Questa operazione facevasipiù volte al giorno, e l’acido, in capoa qualche tempo, prendeva una tintagrigia lattiginosa, perchè nel discio-gliere l’ossido, traeva seco ancora al-cune particelle di piombo staccato dal-l’attrito. E chiaro, che l’avanzamentopiù o meno sollecito del lavoro dipen-deva dalla forza dell’acido, dalla sec-chezza dell’atmosfera, dalla sua tempe-ratura, e da alcune altre cause inco-stanti che il fabbricatore sapeva valu-tare, ma dalle quali non gli era possi-bile guarentirsi. Quando l’acido rima-neva inattivo sopra il metallo, si riu-nivano tutti i liquori in una caldaiadi rame stagnalo per farlo bollire ; lasaturazione in tal modo si compiva,poiché l’acido, concentrandosi di più,scioglieva quelle porzioni che primanon erano in esso sospese. Ridotto illiquore ad un terzo, si feltrava percompiere la concentrazione, e si conti-nuava fino al punto in cui una piccolaporzione posta alla prova diveniva attaa ridursi in cristalli sull’istante col raf-freddamento. Allora lasciavasi riposarealcuni momenti per farla decantare eporla a cristallizzare. Con questa primaevaporazione si ottenevano masse com-poste di aghi di una bianchezza bellaabbastanza, e dalle acque madri si ave-vano cristalli coloriti.

§. 9. * Sarebbe facile provare chequesto metodo è soggetto a molti in-convenienti, ma avendone Pontier an-noverata la maggior parte, crediamoinutile d’insistere d’avvantaggio ; pas-seremo piuttosto immediatamente a de-scrivere i mezzi usati attualmente, eche sono molto preferibili ai sopraccen-nati, come quelli che si fondano sulla

A C E 329

conoscenza esatta della natura e delleproporzioni di questo sale.

§. io. * Si sa, dietro le migliorianalisi, che l’acetato di piombo è com-posto , omettendo le frazioni, di 58parti d’ossido, 2G d’acido e 16 d’acqua.( Ved . il §. 24. ) Prima di tutto, si co-mincia dal determinare la forza di satu-razione dell’ acido impiegato, per sa-pere quanto acido reale contenga, e ciòcoi mezzi indicati all’ articolo Acido .Conosciuta questa forza, si cerca qualeè la quantità dell’acido dato che con-vien prendere per corrispondere a 26parti d’acido secco, oppure 2600. Orasuppongasi che l’acido dato sia di /jo°gradi metrici, il che corrisponde all’in-circa all’ 8° dell’areometro. E certo checonverrà prenderne 65 chil., giacché65 X 4° " 2600 ; di fatto, se si ver-sano 65 chil. d’acido a 4o°, sopra 58chil. di litargirio, la dissoluzione si ef-fettua immediatamente, ed è cosi pron-ta e compiuta che ne risulta un caloreabbastanza forte per ritenere in disso-luzione tutto il sale che si forma adonta della concentrazione dell’ acido.Aggiungesi un poco di fuoco sotto lacaldaia, nella quale si fa la dissoluzio-ne, per poterla lasciare qualche tem-po in riposo prima di versarla nei vasidove si cristallizza. Le proporzioni in-dicate sono esatte per la saturazionereciproca ; ma il liquido sarebbe troppoconcentrato, e darebbe una cristallizza-zione confusa, e quindi bisogna diluirlocolle acque di lavacro, ottenute net-tando i vasi dove si fecero le dissolu-zioni ec. Se ne aggiungono fino a tantoche il liquido bollente sia ridotto dai5o ai 55 gradi ; allora si lascia unpoco riposare ; subito che il liquoresembra limpido, versasi in vasi, e por-tasi a cristallizzare. Dopo 36 ore, lacristallizzazione, per solito, è compiuta;si dispongono i vasi rovesciati dietro