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Tomo primo.
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un canaletto alquanto inclinalo, elleconduce ad un piccolo serbatoio, po-scia si fa asciugare in sale in una stufariscaldata moderatamente, poiché è ef-florescente . Finalmente,' per porlo incommercio, si distribuisce in barili beneasciutti, i quali comunemente si fode-rano di carta azzurra, per dare al co-lore del sale un aspetto più gradevole.Si ottengono così dalla prima opera-zione 75 chil. d’acetato di piombo dibella cristallizzazione e bianco : ne re-stano per conseguenza 2 5 chil. nelleacque madri. II prodotto che ottiensicon l’evaporazione di questi residui,non è mai hello quanto il primo ; perciòsi la entrare ordinariamente nelle nuoveoperazioni. Quando le acque madri ces-sano di cristallizzare, se ne fa lo sparti-menlo, sia decomponendole col carbo-nato di soda, per ottenerne acetato disoda, e carbonato di piombo, dai qualisi può agevolmente trarne vantaggio;sia aggiungendovi l’acido solforico, perposcia separarne l’acido acetico con ladistillazione. Il primo mezzo è più utile,perchè si può ricavare egualmente l’a-cido dall’acetato di soda, e inoltre ilcarbonato di piombo ben lavato dà unacetato assai bello, con l’acido acetico,laddove, invece, il solfato di piombonon ha ver un uso. Si può trarre unmiglior partito da queste acque madri :in luogo di concentrale col calore, ilche le colora sempre, si fanno rientrarein una nuova dissoluzione, e così ope-rando, dalla prima cristallizzazione, conle proporzioni indicate, si ritraggonoroo chil. di acetato di piombo in luogodi 75 chil. Le acque madri, malgradoqueste aggiunte, non ritengono tuttaviala stessa qualità di sale ; quindi questometodo è realmente preferibile. Perònon si può praticarlo indefinitamente,poiché viene un tempo nel quale que-ste acque madri, divenute viscose, slur-

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bano la cristallizzazione, impedisconoal sale di sgocciolare facilmente, ed al-lora conviene per necessità consumarlecon l’evaporazione, ec.

§. 11. * Faremo seguire questidati generali da alcune osservazioni piùminute, che possono riuscir utili pelbuon esito dell’ operazione . Diremoprima di tutto che si fa cangiare al-quanto il grado delle dissoluzioni, se-condo che si voglia ottenere un salepiù o meno leggero, e si portano da55 a 48 gradi secondo il bisogno. Ècerto che quanto più concentrate sa-ranno le dissoluzioni, tanto più densisaranno i cristalli. Così si può soddis-fare facilmente alle varie ricerche di chine fa uso.

§. 1 2. * Quanto all’acido, abbiamogià notato, che si deve prenderlo ad8° areometrici, onde la dissoluzionepossa effettuarsi prontamente. Aggiun-geremo inoltre, ch’è d’uopo che questoacido sia ben puro, spoglio interamented’olio empireumatico e d’acido solfori-co : questo formerebbe un solfato dipiombo insolubile, che cagionerebbeuna perdita, e l’olio colorirebbe la disso-luzione, ec. Altra volta si raccomandavadi non adoperare in questa fabbrica-zione che piombo inglese ; più tardi siconobbe che altre qualità potevano u-gualmente servire, purché si avessele precauzione di depurarle dal rameche contengono, il che si ottiene confacilità, ponendo nella caldaia alcunelamine di piombo ; lo stesso è ancoradel litargirio.

§. i 3 . ‘Giova peraltro osservare,che alcuni fabbricatori non si curanodi separare questo rame, e ne sono incerto modo costretti da coloro che loacquistano, pioichè si dà volentieri lapreferenza al sale di saturno che ha unaleggera tinta azzurrastra. Unendo il li-targirio con l’acido acetico ve n’ha una