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Tomo primo.
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procedente da vino bianco povta unsapore più dilicato : conyien dire chela scomposizione della gomma-resinacolorante negli altrji aceti, sia quella cuidebbasi attribuire quel che di empireu-inatico che portano seco e che li rendemeno grati al gusto.

§. 7. Una volta formato l’acetobasta alla di lui manutenzione di sur-rogare di tempo in tempo alla quantitàconsumata altrettanto vino.

ROMENI D.r IGNAZIO.

§. 8. Parecchi metodi si suggeri-scono per ottenere l’ acelo di cui èuopo tener parola, perchè sono tuttipiù o meno apprezzabili a norma dellediverse circostanze.

Aceto di vino per gli usi domestici.

§. g. Pegli usi domestici si puòseguire il semplicissimo metodo di pren-dere un tino della capacità di trecento aquattrocento bottiglie, e versarvi centobottiglie del miglior aceto che si possaritrovare, perchè questo diverrà la cosìdetta madre o la base dell’ aceto. Diotto in otto giorni si aggiungerannosopra questa prima quantità dieci bot-tiglie di vino da acetifìcare, e succes-sivamente, sempre di otto in otto giorni,una seconda, indi una terza, una quar-ta e una quinta, sicché in quarantagiorni se ne avranno aggiunte cinquan-ta bottiglie. Otto giorni dopo quest’ul-tima aggiunta, si comincia ad approfit-tarne levando circa cinquanta bottigliedi aceto, e cominciando di bel nuovole aggiunte successive. Altri invece usa-no di estrarre una bottiglia di acetoogni qual volta occorre , e rimettereallo stesso momento nel barile una bot-tiglia di vino.

§. io. In qualunque modo si operi,affinchè Yacetificazione non soffra ral-lentamento, è d’uopo che un terzo delvaso sia sempre vuoto, e siccome perlo più una parte di tartaro e di fecciaDh. di Agr ., Yol. I.

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si depone sempre nella parte inferioredella botte, vi si ammassa, e finalmentesi oppone alla fermentazione, così intutti i casi, dopo un certo tempo, con-viene interrompere il lavoro, vuotare ilvaso e togliere questo deposito ; abben-chè vi abbiano però in moltissime fami-glie certi vasi d’aceto, che scorsero oltrei cinquantanni senza essere stati, diremcosì, mondati, i quali conservansi sem-pre eccellenti. Celebri sono a tale pro-posito gli aceti di Modena , i di cui vasinon si toccano da molti secoli, e l’ace-to si mantiene tuttavia a meraviglia.

§. 11. Sugli stessi principii si puòfabbricare l’aceto anche in vasi piùpiccoli assai, basta cominciare con pro-porzionata quantità. Così Braconnotci fece, non a guari, Vedere a trarnepartito dalla facilità con cui il vino sicangia spontaneamente in aceto, sug-gerendoci di mettere in una bottiglia,esposta ad una temperatura piuttostoelevata, un cucchiaio di vino, e dopoche egli è inacidito, metterne un altro,e poi ad intervalli sempre di otto inotto giorni raddoppiare la massa fino ache si giunge ad averne in sufficientequantità. — Si può fabbricare anche,avverte il chiarissimo conte Bossi{Ann. di Tecnol. di Milano , voi. Ili,pag. 147)0 colla semplice filtrazione delliquido vinoso attraverso sostanze nellequali passa al tempo stesso una cor-rente d’aria calda.

D.r DA PARE.

SEZIONE SECONDA.

Fabbricazione in grande delibacelodi vino.

§. 12. Il primo metodo pubbli-cato per la fabbricazione in grande del-l’aceto di vino devesi al celebre Boer -haave , abbenchè sembri indubitato31