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Tomo primo.
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conobbero nelle orine degli erbivori incombinazione alla potassa (i).

Preparazione.

§. 2. Per avere quest’ acido cigioviamo d’ordinario del primo de’men-zionati composti vegetabili, traendo par-tito dalla proprietà dell’acido benzoicodi rendersi volatile al calore : e peròinfranto il Benzoino si espone al fuocoentro pignatta di terra a cui si applicaun cono di cartone, il quale giova man-tener saldo ai orli della medesimamercè opportuno legaccio. Fuso il ben-zoino da esso lui si svolge 1’ acido , ilquale condensandosi aderisce alle pare-ti interne del cono di cartone sotto lavaga forma di lunghi aghi cristallinicandidi lucenti, distinti sotto il nomedi fiori di benzoe. In questo stato spiraun odore soave dovuto ad una tenueporzione di olio volatile a lui commisto,e dal quale si libera trattandolo con unpeso eguale al proprio di acido ni-trico della densità di 26° B. e ridi-sciogliendolo nell’ acqua ridotto che siaprimamente a siccità . Per siffatta guisaperde il primitivo suo odore, e niunove ne rimane ; mostrasi cristallizzato inprismi allungati ; spiega sapor piccanteacre; arrossa il tornasole ; è inalterabi-le all’aria; al fuoco, ed in vasi chiusi, sidecompone in parte, ed il restante sisublima; gettato sui carboni ardenti tut-to si disperde generando un fumo bian-co acre che eccita la tosse. E poco so-lubile nell’acqua e moltissimo invece nel-l’alcool.

(1) Bouillon la Grange lo scoprì nel-la Vainiglia e nella radice del Calamoaromatico ; Boud lo rinvenne nel sangue,Bella gelatina, nel bianco d’uovo, nellaspugna, nella lana, nella seta ecc., e credepure, forse non senza ragione, che lo sipossa ottenere da tutti i composti organi-ci in cui si trovi l’ azoto. ( Annal. deCium., tom. 30 }. r. gerì.

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Osservazioni importanti.

§. 3 . Fu, non è gran tempo, da Rì~ghini e Slange dimostrato che l’olio vo-latile delle foglie di Lauro Ceraso , co-me quello delle A mandorle amare con-tengono ( fatta astrazione dall’ acido i-drocianico, cui vi esistè già del tutto for-mato ) gli elementi suscettivi di dar ori-gine all’ acido benzoico , quando risen-tano il contatto dell’aria ; e questo fattointeressante , che ne addita un novellomezzo di avere per 1 ’ arte un acido finqui esclusivamente giudicato fornirsi dal-la natura, trovò appoggio e confermaper le successive esperienze di Robi-quet , Boutron-Charlard, Wóehler , eLiebig . Gli ultimi due chiarissimi chi-mici se poi non giunsero ad isolare ilradicale composto, che produce Yacidobenzoico attraendo 1 ’ ossigeno atmosfe-rico , valsero tuttavia ad obbligarlo inalcune nuove combinazioni ove la suaesistenza si riconosce perfettamente di-mostrata . Essi lo distinsero col nomedi Benzoilo , e sarebbe composto di 14atomi di carbonio, io d’idrogeno, e 2di'ossigeno; e siccome l’olio di amandor-le depurato non riterrebbe che due ato-mi di più d’idrogeno, così essi lo ri-guardano un vero idruro di Benzoilo ,il quale per cangiarsi in acido benzoiconon ha d’uopo di appropriarsi, dall’aria,che due atomi di ossigeno, uno de’ qua-li forma col radicale Y acido benzoico ,ed il secondo, combinandosi a due ato-mi d’idrogeno, genera l’atomo di acqua,che esiste nell’acido benzoico cristalliz-zato. Il dopo, il bromo, l’Jodio, il sol-fo, il cianogeno possono pigliare nell’o-' lio il posto all’ idrogeno e nell’ acidobenzoico quello dell’ossigeno .

, I risultamene novelli ora accennati: essendo di tale e tanta importanza da lu-1 singare fondatamente, che abbiano a di-, venire una sorgente feconda di scopertenella chimica organica, e, giusta l’avvisò