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Tomo primo.
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big riscontrarono nell’ argento , e nelmercurio fulminante, e che sulle primechiamarono fulminico . Avvegnaché l’a-cido cianico di Serullas contenga il ra-dicale del potentissimo acido idro-ciani-co, nullameno esercita una debole azio-ne sull’economia animale, perocché, in-trodotto nell’esofago di due conigli^ nonprodusse alcun marcato effetto.

ACIDO CITRICO.

Sua scoperta.

§. i. L’ acido citrico fu scopertoda Schède , che lo estrasse dal sugo deicedri , comechè già da tempo imme-morabile fossero note le acide di luiproprietà. Successivamente fu rinvenu-to, insième a materia mucilaginosa, nelfrutto dei Limoni , degli Aranci , ed asso-cialo all’acido malico nell’agresto, nelribes , ed ili piccola quantità anche nelleciliegie , nei lamponi , nulle J'rugole.

E questo compreso fra gli acidivegetabili che vengono esclusivamenteforniti dalla natura : però non si trovacombinato alle basi, e solo in tenuequantità alla calce.

Come si ottenga .

§. 2 . Gli è dal sugo dei limoni,che ordinariamente si ottiene l’ acidocitrico . I limoni si assoggettano allaspremitura, ed il sugo feltrato si saturaa caldo col sotto-carbonato di calce, percui sviluppasi con effervescenza il gasacido carbonico , e formasi un citrato dicalce insolubile che raccolto su d’ unfiltro si lava con acqua fredda, e si fadiseccare. Il citrato di calce ben seccosi decompone con tre volte il suo pesod’acido solforico della densità di i, i 5,e se ne favorisce la reazione collo agi-tamento ed il calore. L’acido solforicosi combina colla calce, forma un solfatodi calce quasi insolubile , elle si separamercè la tèi trazione, mentre l’acido ci-trico posto in libertà rimane sciolto nel-l’acqua con un poco di solfato di calce,

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di mucilaginc , e coll’ eccesso di acidosolforico. Si lava ripetutamente il sol-fato di calce, che si raccolse sul filtro,si riuniscono tutti i liquori, i quali con-centrati fino ad un certo punto si trat-tano coll’acqua di barite onde precipi-tare 1’ acido solforico , ed il solfato dicalce : si filtra di nuovo, si fa evapora-re il liquido a consistenza sciropposa, esi abbandona a sé onde cristallizzi .L’ eccesso di acido solforico impiegaloserve a distruggere la materia muco-sa, ciò che puossi facilitare colla aggiun-ta di una piccola quantità di acido ni-trico (i).

(i) Senza aggiungere che 1’ acido cilricoserve ad imbiancare ed indurare il sego■nella formazione delle candele, a toglierele macchie di ruggine, ad apparecchiarela pelle detta marrocchino , a fare la so-luzione di ferro pei legatori di libri eco.,basterebbero appunto soltanto gli usi in-dicati dal nostro oh. collaboratore l)eCattanei, perchè si dovesse quivi conosce-re a disteso del modo di averlo in gran-de. Varkes ci sembra aver meglio di ognialtro raggiunto Io scopo, e perciò ci faccia-mo lecito di aggiungere a questo articolole sue parole, certi anco d’altronde, che, seil tempo ci concedesse di laido, ne accon-sentirebbe anche l’autore.

Il sugo che ci viene recato in barilideve essere posto in un vaso aperto ;ed una tinozza quadrala fatta d’ Abete èottima per l’oggetto.Devesi quindi saturavoil detto sugo in questo vaso gradatamente,onde impedire la soverchia effervescenza,condel carbonato di calce, avendo cura di no-tare la quantità che si sarà impiegata , oquesto deve essere aggiunto fino a che noprocederà effervescenza, e fino a che illiquore non darà più segni di acidità col-la carta da saggio.

Se il proprietario dello stabilimentopuò destinare una stanza che sia sufficien-temente grande per introdurvi i barili pie-ni, il miglior mezzo è di gettare nella ti-nozza tolta o quasi tutta alla prima laquantità di calce che occorre, di bagnarlabene coll’ acqua, e quindi di travasarvi apoco a poco per mezzo di una trombal 'acido; in questo modo 1’ effervescenza eminore, e 1 operazione ne è piu comoda.