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Tomo primo.
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rico, si svolge sotto forma di vapori,che si ricevono e si condensano ne’ re-cipienti annessi.

§. 18. Ne’laboratori adunque s’in-troducono, mercè un lungo imbuto divetro, sei parti di nitrato di potassa inpolvere, puro e previamente sottopo-sto alla fusione, e quattro di acido sol-forico del commercio, in una storta divetro lutata, la cui capacità interna siadi un volume doppio di quello del sa-le e dell’acido, evitando con ogni cu-ra di non lordare, nè dell’ una nè del-l’altra sostanza, le parti interne delcollo della storta medesima dispostasopra un fornello a fuoco nudo, ed allaquale sia applicata un’ allunga termi-nante entro un pallone munito di tubodi sicurezza a bolla. Le commessure di-ligentemente lutate, imprendesi a gra-datamente riscaldare la storta. Tosto-chè n’ è versato 1’ acido sul nitrato dipotassa, appaiono de’ vapori rossi checi chiariscono intorno la produzionedell’ acido nitroso ; elevandosi in se-guito la temperatura, e questa facendo-si tale da fondere il miscuglio e man-tenerlo costantemente fuso, i vaporirossi cessano ben presto e sono da altribianchi ed incolori Surrogati, i qualiprogrediscono a manifestarsi per lungapezza : ma sul finire della operazionedi nuovo ricompaiono i vapori rossi edin copia maggiore e più intensi nellatinta : la massa allora si gonfia, e passe-rebbe lungo il collo della storta, quan-do, come si deve, non si arrestasse atal punto la distillazione.

§. 19. Se ci richiamiamo alla men-te l’azione che l’acido solforico esercitasul nitrico , ne riescirà agevole lo spie-gare i fenomeni più sopra notati, men-tre sappiamo che è trasformato da es-so in acido nitroso ed ossigeno. Quin-di , all’ incominciare della operazione,non havvi che una tenue porzione di

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acido nitrico libero, siccome piccola èancor quella del nitrato decomposta -,un tal acido trovasi a contatto con mol-tissimo acido solforico tuttavia libero,ed ecco perciò doversi risolvere in aci-do nitroso ed ossigeno. Ma alcun tem-po dopo, il nitro entra in fusione per-fetta, ed il mutuo contatto diviene in-timo ; per ogni dove 1’ acido solforicoè attratto dalla potassa, base del nitro ;cede allora la sua acqua all’ acido nitricoche si rende predominante, e sfuggecosì all’ azione dell’ acido solforico chesi trovasse in eccesso, e può mantenereriuniti i suoi elementi e svolgersi allostato di vero acido nitrico in vaporibianchi. Finalmente, rendendosi questoin copia minore dell’acido solforico li-bero ed in eccesso, e vieppiù incalzan-do la temperatura, la decomposizionedell’ acido nitrico ripiglia per non ces-sare mai più ; ed ecco i vapori rosso-nitrosi riprodursi, rendersi più intensi,e durare sino al termine della operazio-ne. Se la cagione del prodursi vapo-ri nitrosi procede realmente dall’ ad-dotta causa, dalla scarsa copia cioè diacqua, ne verrà di conseguenza che so-stituendo dell’ acido solforico diluito alconcentrato, dovrà provenirne a dirit-tura dell’ acido nitrico incoloro ; il cheinfatti si avvera, facendo astrazione daquei tenuissimi che provenir possonodal sale marino che racchiude il nitro ;imperocché allora 1’ acido idro-clorico,reagendo sul nitrico, dà formazione adel cloro e a dell’ acido nitroso.

§. 20. In forza della teorica espo-sta, si comprenderà pure di leggeri co-me ed i vapori nitrosi ed i nitrici ab-biano a raccogliersi nel pallone annes-so, il quale dovrà essere ravvolto dapannilini resi freddi da ghiaccio o ne-ve, onde favoreggiarne la condensazio-ne, e come sia indispensabile vada ilpallone medesimo munito di tubo di