68 A G R
d’idraulici artifizi al di sopra del natu- !vale livello, vinse con esse la siccità del <suolo, e lo fece inoltre servire a porre 1in moto alcuni edilìzi di mulini e diseghe.
§. 3o5. D’ un premio eguale fu ;giudicato meritevole il sig. Luigi Arri-goni valente agronomo, e possessore divaste tenute nel territorio di Besnate.Non tanto 1’ aridità di alcune parti delterritorio, quanto la soverchia umidità dialcune altre inondate da acque stagnan-ti ebb’egli a vincere per fertilizzare unaestensione di paese, incolto prima edinsalubre.
§. 3o6. A sì nobile meta concor-sero pure i sigg. dottori Domenico Fu-magalli e Pompeo Acerbi , il primo o-perando nel distretto di Gavirate, ed ilsecondo nel territorio di Castano, edambedue furono riconosciuti meritevolidella medaglia d’argento.
§. 30^. Posteriormente, nel i 832,poi, anche il sig. Pietro Spini di Berga-mo , che attese a rendere fruttifere 3oopertiche di terreno coll’educarle all’ara-tro, col piantarle e corredarle di op-portuni caseggiati, venne insignito collagrande medaglia.
§. 5o8. E se le Provincie Lom-barde sulle Tenete generalmente pri-meggiano per sollecitudine e varietànei lavori, non è però che queste ino-perose se ne giacciano, come alcuno po-trebbe credere. Il sig. Gio: Battista Ra-claclli di Roncade, provincia di Trevi-so , prcsentossi, nel 18 33, al concorsodei premi, e so non ne ottenne il mag-giore, il fu, crediamo, per quelle even-tualità che talvolta accadono ne’ con-corsi. Infatti, l’opera sua viene da qua-lunque la vegga altamente lodata. Unbosco d’alto fusto , che passa i 4 °°campi crasi latto una fitta insalubre, unmarazzo d’acque stagnanti, e correnti,un campo di fanghiglia c di sterpi, ab-
A G R
bandonato ed al tutto inaccessibile, edegli aprendovi intorno e per traversecanali per lo scolq delle acque, levan-do argini e chiusure, ripianando, ri'piantando ed apparecchiando emissafalle acque, e strade ai legnami che vafl-novisi abbattendo, lo asciugò perfetta'mente, e lo rese a florida vegetazione»in un con altro podere annesso a quelbosco. Quindi ben giustamente si dissenegli atti di quell’ Aggiudicazione deiPremi (p. 34, anno 18 33) che quel bo-sco si rese documento ai vicini di quan-to sappia e possa l’industria e l’operad’esperto agricoltore, ed un esempio elo'quentissimo a tutti gli altri di bella edi utile applicazione.
§■ =.°
Invenzioni , e miglioramenti relativi al-r Agraria, ed alla coltura di variepiante indigene.
§. 309 . Già da vari anni erasi in-trodotta, massime nel Bresciano, la col-tivazione dell’ Asclepias , ma nel 1 8vedesi accordato un premio per questooggetto all’ esperto giardiniere StefanoPelizzari. L’ asclepias , e massime unaspecie, eh’ è quella appunto che si col-tiva sotto il nomedi apocino o diasele'pias siriaca, porta una specie di cotonosu i pennacchi de’suoi semi; questa spe-cie di cotone troppo corta, e troppo fra-gile per essere filata e tessuta, non gio-va a questo fine anche mescolata al ve-• ro cotone benché questo si tenti anco-■ ra in Francia ; ma i Turchi se ne ser-vono per la ovatta , e in Brescia sisono fatti alcuni saggi per unirla al fel-tro dei cappelli, e se ne sono ottenutirisultamenti che hanno meritato i piùdistinti riguardi di quell’illustre Ateneo-Anche dallo stelo o dal fusto si ricava-no filacce, colle quali alcuni tecnolog 1