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cesso perciò,nell’anno i 85 r,il premio
della medaglia d’oro.
§. 3 1 5 . Una medaglia d’ argentovedesi pure accordata a Domenico An-cillolto di Venezia , nel 1820, per la col-tivazione dei gelsi , introdotta con gran-de vantaggio nelle isole della LagunaVeneta . Strano non era che in quelleisole feracissime di alberi d’ogni specie,riuscire dovesse ottimamente quella col-tivazione, ma grande merito attribuiredovevasi a quello che 1’ aveva introdot-ta^ tuttora riesce in quelle isole utilis-sima.
§. 3 16. Il sig. Gio. Battista Tra-vanì di Pordenone , che indefesso giovòalla veneta Agricoltura, ed alla pubblicae privata economia nella propagazionedei semenzai, e de’ vivai di gelsi, nelFriuli, nel Polesine,nel Padovano eneiTrevigiano, ottenne meritamente, nel-l’anno 1829, la medaglia d’argento, eposcia, nel i 83 r, la medaglia d’oro:quindi, nel x 833 , nuovo premio ebbe aconseguire per la diffusione ognor piùcrescente del suo metodo di piantar sie-pi di gelso.
§. 517. Venendo ai lavori ed aglistrumenti inservienti all’agraria, accen-neremo prima di tutto il geanoj'oro , osia una macchina atta a trasportare inalto le terre, grandemente migliorata daBartolomeo Avesani, che quindi il pre-mio di una medaglia d’ argento riportòin Venezia nell’anno 1823.
§. 3 1 8. Noteremo pure l’ingegno-sa applicazione di fili di ferro tesi a so-stegno delle viti vinifere, che, nell’anno1824, procurò una medaglia d’ argentoal sacerdote don Carlo Raia, parroco diBusto Garolfo, ed ottimo agronomo. Sitemeva da alcuni che la rapida ossida-zione del ferro potesse recare danno aqueU’artifizio, ma, sia che la tenuità orotondità dei fili medesimi, sia che laloro esposizione all’aria libera esempio
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ventilata, contribuiscano a guarentirlidalla ossidazione , dalle osservazioni inquell’anno istituite risulta che nel corsodi otto anni intieri sofferta non avevanoalcuna alterazione, se non che alcunaleggerissima nel luogo ove i delti fili me-tallici erano stati torti affine di avvolger-li a pali od altri sostegni.
§. 3 1 g. E poiché parliamo delle vi-ti, accenneremo in proposito che l’abatePietro canonico Stancovich, presentòun bel modello di pigiatore delle uve, ilquale quasi fu degno di premio.
§. 3'20. Nuovo non è in alcuni pae-si d’Italia l’accoppiamento delle viti aigelsi ; ma per essersi questo accoppia-mento migliorato ed esteso in alcunecampagne friulane da Lorenzo Vida diSacile, fu questo premiato, nel i 8 a 5 ,inVenezia con onorevole menzione. Alquale proposito è uopo osservare chequesto distinto agronomo ben conosce-va ed anzi mirava di portar incrementoalle belle e filantropiche vedute e sugge-rimenti del celebre Giovanni Solari , pu-re Friulano , ed autore di alcune operet-te molto stimate, una delle quali, che siripubblicò anche dopo la sua morte ,concerneva il suddetto accoppiamento,ed indicava minutamente i mezzi piùopportuni, onde preservare quelle duepiante da qualunque danno nelle ope-razioni diverse che in diversi tempiquelle piante richiedevano.
§. 3 ai. Un nuovo genere di colti-vazione vedesi pure introdotto nella pro-vincia di Bologna da Moisè, e Salomo-ne Formiggini della provincia medesi-ma, i quaii premio di menzione onore-vole ottennero in Milano nell’anno 1807.Non si conosce però dalle memorie in-serite negli atti, se quella enunciativaapplicare si dovesse ad un nuovo meto-do di coltivazione in quella provinciaintrodotto, o se invece introdotti aves-sero i suddetti la coltivazione di un