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nuovo vegetabile, o di una nuova dev-rata.
§. Saa. Da luogo tempo erasi injquesto paese promossa ed incoraggia-ta la coltivazione dei pomi di terra, epubblicata altresì qualche memoria re-lativa, e un premio fu, nel i 81G, con-ceduto a felice Ripamonti per averesingolarmente estesa e. migliorala lasuddetta coltivazione.
§. fia 5 . Ed or passando agli stru-menti agrarii, accenneremo alcuni semi-natori che proposti furono per la pian-tagione àe\ frumento. Tre sono essi, elutti premiati furono colla menzione o-uorevole iu Venezia , nel 1817. I loro'mventori erano Bartolomeo Zampieri ,Agostino DIai coechi.e Pietro /Veini,tul-li e Ire (li Mestre . Molti seminatori sonostati di poi inventali in Francia ed inInghilterra, e non più che da nove an-ni uno assai ragionevole se ne vide pro-posto nel Piemonte da DIatleo lìona-jous , che consacrati avendo i suoi studiall’ incremento dell’Agricoltura italiana,potrebbe a buona ragione far aggiudi-care a questa il nome di invenzione ita-liana. Andrea Galvani di Pordenone fu,nel 1829, premiato con medaglia d’oroper uno stromento agrario pur alto apurgare i campi dai sassi, che per na-tura vi si trovino commisti al terreno,« clic frane e alluvioni ve gli abbianomal punto disseminati. Luigi Dla-grini di Padova si rese (legno del pre-mio della medaglia (l’argento nello stes-so anno per aver presentato un tnneia-hqo della foglia di gelso ottimamenteeseguito, e che giova eziandio a moltialtri uffici dell’ agricoltura e della pa-storìzia.
Per ultimo, noteremo che da don‘chele Daverio di Marcallo fu tentato,
*' e l 1822, il miglioramento di una falceda fl( =no, e giudicato fu degno di men-Zluue durevole; come eguale premio ot-
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tenuto avevanoi fratelli Perici di Laorca,nell’anno 1812, per lodevoli campionidi falci da esfei presentati.
§. 3 .°
Erbari , ed imitazione ilei vegetabilie dei loro prodotti.
§. 02/). Da lunghissimo tempo in-trodotta crasi tra i botanici la praticadi formare degli erbari, nei quali con-servare le piante secche, onde richia-marle alla vista ogni qual volta ne oc-correva il bisogno. Ma il sig. PaoloBarbieri di Mantova , che altre proveavea date della sua perizia intorno aivegetabili, è riuscito a formare un erba-rio assai più vantaggioso, collocando econservando in esso le piante secchecoi rispettivi loro fiori, senza i qualiben sovente non potrebbono ricono-scersi ed indicarsi con esattezza la spe-cie. Per questo egli ottenne, nell’ anno1822, in Milano il premio di menzioneonorevole.
§. 525 . Da lungo tempo (leside-ravasi una collezione di fratti in cera ,che rappresentali fossero coi loro natu-rali colori, onde meglio si potessero di-stinguere le specie e le varietà. Questa,sino dall’anno 1821, fu intrapresa inMilano da Ignazio Pizza galli e CarloDegaspari , già conosciuti per altri no-bili lavori in cera, e il primo anche so-vente nominato in questa serie di arti-sti benemeriti; e sebbene imperfettafosse tuttora nell’anno 1822, fu tutta-via giudicata degna di premio di meda-glia d’argento, sospeso rimanendo ilgiudizio per un premio maggiore, alquale l’opera aspirare potesse, qualoraportata fosse a compimento. Il maggiorpremio fu però nell’ anno 1 Sa/j conce-duto a) Pizzagalli suddetto per una se-rie di fanghi ottimamente imitati in