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Tomo terzo.
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cera; della quale opera non è punto dub-bia l 1 utilità, polendosi in questo mododistinguere senza timore di abbaglio ilunghi commestibili dai velenosi o so-spetti ; il che comodissimo riesce alleautorità amministrative incaricale d’in-vigilare sopra la loro vendita; e in que-sto stesso aringo discese con moltoonore il nob. sig. Carlo (Ttizzoni avvo-gadro di Treviso , il quale, coltivandocon molto onore le scienze naturali, sistudia di riprodurne le forme in gessoed in cera, e la sua raccolta di funghilu trovala pur degna di premio.

g. 5 afi. Finalmente, il già più vol-le lodalo Ignazio Pizzagalli produsse,nell’anno i8aG, una collezione di uvedel Regno Lombardo-Veneto , imitate invetro al naturale, cosicché non solamen-te lodata fu ed ammirata da tutti i co-noscitori, ma ancora giudicata degna dipremio cospicuo, potendo questa ser-vire utilmente tuttora, massime in untempo, in cui ne’ diversi stali, e nel no-stro principalmente, si attende a stabi-lire una monografia ed una nomencla-tura acconcia delle vili. Nel iS 3 o pro-dusse poi una collezione di piante cras-se imitate in cera, e n’ebbe giustamenteun premio in argento.

§• 4 °

Invenzioni e miglioramenti relativia’ vegetabili esotici.

g. 3 27. Il caffè divenuto è ormaidi uso tanto comune, e quasi direbbesigeneralo, che non inutili possono giudi-carsi gli sforzi fatti dagli Italiani inge-gni per migliorare la sua preparazione.Due miglioramenti in questo genere ve-diamo arrecati in Milano da un soloartefice, cioè da Giovanni Prtna diVarallo . Nel 1822, ottenne egli premiodi menzione onorevole per la costru-

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zione di una lucerna con machinetlaadattata per preparare il caffè in be-vanda. Collo stesso ordigno potè vasianche abbrustolire il caffè medesimo ,nè bisogno si aveva d’ altra macchinase non che di un macinatoio.

g. 3 a 8 . Ma siccome queste mac-chinette erano già stale eseguite su diuno stesso modello in Francia , nè allemedesime potevasi attribuire una novi-tà d’invenzione; cosi lo stesso arteficemostrossi sollecito di aggiungere anchequesta gloria alle sue opere , e quindi,nell’anno 1824, presentò un nuovo mi-glioramento, per cui venduti erano as-sai più proficui i filtri comunementeadoperati in quelle macchinette; e que-sto nuovo ritrovamento degno lo ren-dette di maggior premio, cioè della me-daglia d’argento.

g. 32 g. Oggetto di grandissimouso, perchè adoperato come febbrifugo,è jiure la- chinachina, ma si è più voltericonosciuto dipendere l’attività e quin-di l’efficacia di questo rimedio dal mo-do in cui veniva quella corteccia polve-rizzata, o preparata in altro modo, ocon qualche aggiunta nell’atto stessodella macinatura. In questo si distinsel’illustre meccanico, già altre volte lo-dato, Luigi Locatellì di Venezia , il qua-le, nell’anno 1823, conseguì il maggiorpremio della medaglia d’ oro per unnuovo mulino, colla azione del quale lachinachina non solo si polverizza, inaviene al tempo istcsso anche alcoolizzala.

g. 33 o. Oggetto di grandissimaimportanza economica e commercialeè pure lo zucchero. Alcune raffineriestabilite già trovavansi in Italia , ma da20 anni circa si eressero stabilimenUdi molto maggior conseguenza. Per lo-devole saggio di zucchero raffinato, sinodall’anno 1821, si accordò il premiodi medaglia d’ argento a Giovanni Aft'tonio Giurati Ai Venezia; ma negli ann'