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Tomo terzo.
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nursi un fornello, e che sovra gli altri

offre diversi vantaggi.

§• 3 gi. E ricorderemo pure cheLuigi Merlo di Vicenza ottenne il pre-mio della medaglia d’ argento per unamacchinetta da chiuder bottiglie dili-gentemente lavorata, e da doverla atutte le altre preferire finor divulgatesi.

§. 392. Anche dai frutti dei gelsisi volle trarne utile partito, e Paolo Sem-binelli di Lonato ne ricavò ottimo ace-to; il che degno lo rendette di menzio-ne onorevole.

§. 3 g 3 .Accenneremo, per ultimo,ilcremore di tartaro , che Giovanni Da-viddeWeber fabbricò avanti l’anno 1816,con fecce nostrali e tartari rossi. Que-sto gli meritò in quell'anno il maggiorpremio dellamedagliad’oro, e,nel 1 8x7,nuovamente egli ottenne quella d’ar-gento per cremore di tartaro assai piùraffinato, e quindi applicabile a diversiusi di farmacia, e nelle arti.

§. 13.°

Olio.

§. 3 g 4 ■ Grandissimo uso fassi daipittori dell’ olio di noce e di quello dilino. Ma questi oli esigono una partico-lare preparazione senza della quale inap-plicabili sarebbero a quell’ arte nobilis-sima. Nell’anno 1 8 1 g, per diligente pre-parazione ad olio di noce ad uso deipittori, fu premiato, colla menzione ono-revole, il celebre chimico sig. Bartolo-meo Bizio di Venezia , ed eguale premioper lo stesso titolo ottenne il prof. Nic-colo Giani di Treviso , nell’anno 1821.Il sig. Bizio però riuscì, nel 1823, araffinare con nuovo metodo, e renderequindi più vantaggioso per i pittori l’o-lio di lino, e quindi una medaglia d’ ar-gento riportò.

§. 3 g 5 . In altri stali, e nel Pie-

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monte singolarmente, dopo la felice sco-perta del celebre d. Bonvicino , si at-tendeva da qualche tempo a purgare glioli grassi, onde nè fumo, nè il cosìdetto fungo producessero nel loro ab-bruciameuto. A quest’ oggetto impor-tante si rivolsero i sigg. Barai a Fer-zo di Congo , e presentati avendo saggidi olio di ravezzone (Brassica oleracea)lodevolmente purgato, nell’anno 1812,ottennero la menzione onorevole. Daquell’ epoca in poi molti si sono appli-cati a quel purgamento, che si eseguisced’ordinario coll’ acido solforico, e con-siderabile vantaggio ne deriva alla do-mestica economia. Ma più utili ancorafurono gli studi fatti per migliorare iltorchio così detto da olio. Aquilino Bi-pamonii diDugnano riesci a migliorarenotabilmente quel torchio, nell’ anno1820, e conseguì per questo titolo lamedaglia d’argento; avendo poi il me-desimo, nell’anno 1824, prodotti nuovimiglioramenti a quel torchio, fu reputa-to degno di onorevole menzione.

§. 3 gG. Finalmente il sig. profes-sore Antonio Percgo e il sig. StefanoGrondoni di Brescia furono entrambipremiati con medaglia d’argento, nell’an-no i 83 i, per un’ utile scoperta di cuila chimica, come l’industria commer-ciale possono trarne profitto, cioè del-la proprietà rinvenuta nel camaleon-te, con cui si distingue gli oli d’olivache vengono di Levante, da quegli altriche si traggono dalla Provenza , dallaRiviera di Salò, ed altri paesi d’ Italia .

§• » 4 -°

Liquori.

§. 397. Il sullodato prof. NicolaGiani dì Treviso , una medaglia d’ar-gento ottenne, nell’anno 1819, per fab-bricaziuue in quella città introdotta di