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Tomo terzo.
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§• 3 -

O

5 - 4 -°

Denti ,

Peli animali.

§. 4 ° 4 - Sebbene gli oggetli che sistanno per indicare non appartengonopropriamente all’impiego dei denti con-siderati come materie prime , tuttaviagiova registrarli in questo luogo, perchèdifficilmente potrebbero collocarsi al-trove.

§. 4 o 5 . Fino dall’anno i 8o8, Do-menico Mattioli di Modena , intento asollevare anche da questo lato l’umani-tà languente, inventò un istromento daestrarre con maggior facilità e sicurez-za i denti, che fu giudicato degno dilode e di premio. Invece lo svizzero Giacomo //uòer, da lungo tempo stabi-lito in Milano , produsse, nel 1820, unassortimento di denti artificiali da ri-mettersi in luogo dei naturali, ed ot-tenne pure per questo onorevole men-zione. Nè dee obbliarsi che riprovan-jdosi da molti la fabbricazione dei dentiartificiali d’ avorio, e non soddisfacen-do interamente all’ oggetto nè purequelli fatti coi denti di cavallo marino,o di-ippopotamo, si era in Milano con-ceputa l’idea di fabbricarli in percella-na, ed alcuni tentativi eransi fatti perquesto con qualche riuscita, facendosida prima modellare e formare i dentinaturali, per comporli quindi e cuo-cerli in argilla porcellanica, e poscia ri-coprirli delle convenienti vernici a smal-to, e in questo difficilè mestiere vennepremiato, nel i 832 , il sig. Rigamonti.

§. 4 ° 6 - Non lasceremo di men-zionare il ritrovamento di Giambatti-sta Ruelli di Venezia dell’ arte di lavo-rare i pettini d’avorio con eleganti di-segni.

§. 407. Nell’anno j 809, fu ag-giudicato un premio di medaglia d’ ar-gento a Bartolomeo Domenichelti diPergola, il quale, a forza di sperienze edi replicati tentativi, giunse ad intro-durre negli Stati d’Italia un’ utilissimamanifattura di tappeti fabbricali col pe-lo di bue. Nè minore lode ottenne, nel1811, Teresa Culot di Milano per es-sere riuscita col solo pelo di cane cheda prima non si usava se non che peril feltro da cappelli a fabbricare magliee tessuti, eseguiti con grandissima dili-genza, e per questo premiati.

§. 4o8. Giacché si è parlato del-l’industria femminile, accenneremo an-cora, che non fabbricandosi se non inFrancia, e scarsamente in Roma , alcunipennelli di singoiar finezza ad uso dei! pittori e miniatori, Paola Pedretti , Mi-lanese, giunse, avanti l’anno 1826, ademulare ed a vincere i più fini pennellistranieri, accoppiando nella loro fabbri-cazione i peli di diversi animali per lamaggior parte selvatici, ed anche trattidalle pellicce più fine che ci si manda-no dalle regioni settentrionali. Cosi daqualche tempo in Francia si facevanotessuti di crini ad uso di coprire seg-giole ed altre masserizie, e questo ar-tificio è stato messo in opera con varimiglioramenti, e praticato in Milano dalla dila Oslo e Corup. che per que-sto oggetto, di qualche importanza, si èrenduta meritevole, nell’anno 1818, dimenzione onorevole.

Dh. d'/tgr., Voi. III.