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Tomo terzo.
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AGR

Mare ghirlande, corone, contorni, edaltri ornamenti, composti di fiori di unapiccolezza sorprendente ben collegationde formare un’ armonia di forme edi colori.

§. 433 .Ignazio Pizzagallile Car-lo de Gaspari di Monza , hanno puretrovato il modo di formare un’ interacollezione di frutti eseguili in cera coiloro naturali colori, ed hanno ottenuto,nell’anno 1822, il premio di una me-daglia d’ argento in aspettazione di al-tro maggiore: il Pizzagalli poi, già al-trove nominato, ha imitata in cera alnaturale ed eseguita una serie di fun-ghi che utilissima può riuscire alle au-torità municipali, e in generale ai nonintelligenti della botanica , per distin-guere i funghi commestibili dai veleno-si e pericolosi, e per questo titolo hariportato, nel 1824, il premio maggio-re della medaglia d’oro.

§. 434 - Nell 1 epoca in cui difficileassai era l’introduzione nella Francia enell’Italia dei generi coloniali, rivoltieransi gl’ ingegni italiani e francesi allafabbricazione dello zucchero con mate-rie prime indigene. 11 farmacista Giro-lamo Cavezzali di Lodi , vantaggiosa-mente conosciuto, si applicò alla estra-zione dello zucchero dal miele, e nel-l’anno 1810, conseguì il premio di me-daglia d’argento. Nuovi erano i metodida esso adoperati, e vari miglioramentiavrebbe in quell’ arte introdotti se con-tinuata ne fosse 1’ opportunità.

§. I2.°

Seta.

§. 435 . Questo è uno degli ogget-ti naturali, sul quale si sono maggior-mente esercitati in questo periodo gl’in-gegni italiani. 11 primo principio dellamanifattura della seta esiste certamen-

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te nella educazione dei bachi, e nel di-panamento dei bozzoli. Per la colturadei gelsi , nuovamente introdotta conmolto vantaggio nelle isole della venetaLaguna, vistoso premio fu accordato,nell’ anno 1820, a Domenico sincilot-lo di Venezia . Il medesimo altro pre-mio ottenne nell’ anno 1821, per esse-re riuscito ad educare i bachi da seta ,e ad ottenerne copioso prodotto nelleisole suddette, e nell’ estuario delle la-gune. Lèdali furono parimenti ed ap-provati nuovi metodi introdotti e pub-blicali per 1’ educazione de’hachi, e convarie opere su questo argomento si di-stinse il già citato conte Dandolo , ben-ché la bontà di tutti i di lui suggeri-menti, e delle bigattiere in ispecie, con-fermata non fosse dall’esperienza.

§. 436 . Fino dall’anno 1808, Isac-co Rocca di Padova , applicato avevaingegnosamente al dipanamento deibozzoli il calore naturale delle acquetermali di Abano, e degno erasi repu-tato per questo ritrovamento di onore-vole menzione.

§. 437 * R sig. Pasquale Ratti diMilano , ottenne nel i 83 o, il premiodella medaglia d’ oro, per un metodosemplice ed economico da lui propostopel riscaldamento dell’acqua nei for-nelli da seta, metodo che venne adot-tato da non pochi avveduti filatori, egeneralmente applaudito.

§. 438 . Ma intanto sorta era inFrancia una più utile applicazione, quel-la cioè del vapore alla filatura dei boz-zoli, ed ecco che questa si vide tostonella Lombardia introdotta dal contePorro Lamberterghi di Milano , che perquesto fu giudicato degno della meda-glia d’oro, nel 181 5 . Al tempo stessoAgostino Bruni , costruttore della pri-ma macchina per filare a vapore tra noi,si occupò non solo a ripeterne la ese-cuzione per vari committenti, ma slu-