Band 
Tomo terzo.
Seite
102
JPEG-Download
 

j 02 A G R

calcoli ; e forse nessuno prima di risol-vere se abbia da adottarsi Trina o l’al-tra pratica, ovvero rigettarla, riflette al-cun poco sulla scelta. Gli uomini dicampagna vedendo che gli studiosi dital fatta assai di rado riescono nei lorotentativi, ignorando le lingue straniere,tutto disprezzando che non videro usa-re dagli avi loro, odiando mortalmentequalunque novità si proponga, cui nem-meno vogliono adattarsi ad esaminarese esser possa in qualche parte utile ;sono i detrattori delle opere agrarie. Se

10 voglio qui imparzialmente giudicardal fatto, eglino non hanno molte voltetorto. Ecco come a proposito di quelliche avidamente cercano le moderne co-se, parla il signor Slralico ZZZ ma que-ll sla novità tanto ingrata agli uomini» di campagna, tiranneggia poi dispoti-« camente gli studiosi, i quali'pare chen si vergognino di fare o d’ insegnaren quello che gli altri hanno già fatto e« detto utilmente, per non parere co-li piatoli ; onde si vanno immaginando

11 colsat , patate , mah ec., dove si la-ii vora male il frumento ; liquori , vini« alla forestiera, dove il vino si fa ma-li le dalla piantagione fino alla cantina ;n e così discorrete degli altri generi :n ovvero studiansi ingegnose macchinen ed artifici! bellissimi per paesi ove si« pianta come a’ tempi di Cerere e din Trittolemo , e co’ metodi di Noè e» de’ Satiri si manipola il vino. Ambi-li due questi estremi sono viziosi. Il» contadino non intende ragioni ; in-n tende ben quello che cade sotto l’evi-n denza dei sensi. Egli mai lascerà in vecchi costumi, per quanti bei libriu da noi si scrivano ; ma li lascerà to-» stochè obbligato a lavorare a conto>' del padrone in nuovi modi e conn nuova osservazione senza suo rischio,» avrà dopo qualche anno veduto chen il lavoro da sè deriso fruita assai più

. A G R

ii al possessore, di quello eh’ egli feceii a casa sua. Allora trasporterà volen-« tieri a’suoi campi ed insegnerà a’snoiii figliuoli ed amici l’arte novella di farn meglio ed assicurarsi più l’abbon-ii danza e buona qualità de’ suoi pro-li dotti n. Questa è un’ ottima lezione aquelli che tutto vorrebbono nuovo, eleggono persuasi dell’ eccellenza suaqualunque cosa si presenti loro in ariadi novità. Ma non per questo però sidee cavare la conseguenza, che i librid’ Agricoltura sieno da rifiutarsi. Io di-co che sono utilissimi, purché sienoscelti e lelti prudentemente. I libri dicose agrarie possono dividersi in dueclassi : altri danno precetti ; e si limita-no taluni a narrare dell’ esperienze .Suppongo che gli uni e gli altri sienoscritti giudiziosamente, ed appoggialialla verità. I primi trattando la Cosateoricamente, contengono o contenerdebbono per esser buoni la ragione fi-losofica delle pratiche agrarie. Così es-si mostrano perchè avvenga T una oT altra cosa, ed ammaestrano l’agricol-tore del motivo pel quale T esperimen-to ed il tentativo non riesce, se nonsienvi certi dati e non intervengano cer-te circostanze che ne possono assicura-re felice 1’ esito. Istruito di questo, eglipuò o tralasciare l’esperienza, o mette-re in opera tutto ciò che vale ad assi-curarla. In tal maniera si può evitared’impiegar molto tempo a fare dell’ e-sperienze che poi alla fin fine rittsci-rebbono inutili. Tante e disparate ri-cette p. e. ci si offrivano per combatte-re gl’ insetti. Oggi sappiamo che diffi-cilmente ce ne potremo liberare ; mache se vi si potrà giugnere , non saràche coll’ aiuto della cognizione dellastoria naturale dei medesimi. La teoriaha fissato in che consista la fertilitàmeccanica di un terreno, principio cli’èuuo dei più inconcussi della scienza