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tono particolari, e riguardano appuntola natura speciale degli scrittori. Co-mincierò dalle prime. Lo svolgimentodelle seconde mi aprirà la strada a riu-nire insieme quanto dissi sopra gli scrit-tori antichi e moderni, dividendogli inepoche e nazioni, nel mio Saggio ,■ eformerò per tal maniera in abbozzo lastoria della bibliografia agraria gene-rale.
§. 465. Ho fatta un’ osservazionecbe forse a taluno potrà sembrare pue-rile, ma pure che mi dà motivo a sta-bilire la prima regola. Chi si pone astudiare F Agricoltura, se ricco comprail libro più voluminoso e costoso che sitrova in commercio ; e se povero o li-mitato, s’accosta al libraio il più umile,per chiedergli F opera agraria di minorcosto, bastandogli,se il compratore nonsia mollo attempato, di averla moder-na. I’iù volte mi sono trovalo al casodi vedere esser tale la norma che si pre-liggono per la maggior parte gli amato-ri. Mi rammento che non ha molto fuiinterrogato se fosse un buon libro damettere fra le mani di un giovane stu-dioso d 1 Agricoltura il celebre Diziona-rio di Rozier. Io risposi francamente dino ; e proposi qualche altra operetta .Chi mi consultava insistette moltissimo,e non era libraio, sulla celebrità e sullamole dell 1 opera . Al contrario molticomprano Tanara , Herrera , Tatti , letraduzioni di Columella , di PietroLauro , e simili ; e certe ristampe re-centi, perchè il loro prezzo è assai mo-derato. Prima regola adunque da tener-si da chi voglia scegliere libri agrari, siaquella di non lasciarsi guidare nè dallamoltiplicità dei volumi, nè dalla gra-vezza o tenuità del prezzo. Questo av-viso è tanto più necessario, in quantoche talvolta si cerca di profittare dellapoca cognizione dogli acquirenti; e po-nendo loro fra le mani dei libri o catti-
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vi o inopportuni, s 1 imbevono di ideecattive. In tal modo o si perpetuano ipregiudizi , ovvero se ne creano deinuovi ; e per tal maniero, invece di mi-gliorare, si deteriora l’Agricoltura pra-tica.
g. 4 66. Stiano in guardia i giova-ni particolarmente contro certe operevoluminose di Agricoltura, nelle quali ,previo un eterno Manifesto agli ama-tori deir Agricoltura, viene promessoun intero corso della scienza, per illu-strare la quale si registrano memorieinedite, calcoli e progetti. In Italia neabbiamo di queste pochissime. Più ab-bondano fra gli oltremonlani. Tali ope-re ordinariamente sono una mera com-pilazione fatta da qualche solitario chescrive per occupazione o per bisogno ,ma che d’ ordinario nulla o quasi nullasa di cose pratiche. Versato forse alcunpoco nella scienza dei nomi delle cose ,vi aggiugne del suo qualche riflessioneper cui talora distrutti si trovano i prin-cipii stabiliti nel libro. Per lo più il di-fetto di queste vaste opere suol esserela contraddizione che in esse regna.Non è per ciò che non n’ esistano dellebuone ; nè da questo voglio che s’ infe-risca la preferenza da darsi ai trattalidi piccola mole. Bensì ripeto che lascelta di tali libri deve farsi con mol-tissima precauzione, e debbonsi leggerecon molta cautela.
§. 467 . Lo spirilo di sistema è unavera remora all’avanzamento delle scien-ze. Fatalmente questo male si è da qual-che anno tentalo di introdurre nell’Agri-coltura. Osservasi che dovunque essa sivolle ridurre a sistema, non solo nonprofittò quanto avrebbe potuto, ma cbeanzi d’ ordinario deteriorò assaissimo.Pure que’libri che nel loro frontispiziopromettono un sistema agrario, sono as-sai bene accolti. A quelle opere che vor-rebbono che tutto il mondo fosse colti-