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Tomo terzo.
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Vato in un modo, come, non mi ricordoquale autore, tutta 1’ Europa voleva col-tivata co 1 metodi inglesi, si danno som-me lodi. Quell 1 apparato di vasta erudi-zione, quel lusso di moderne chimicheteorie che ad ogni passo s 1 incontrano,quella profondità di sottili teorie, quel-l 1 ordine per cui una cosa mirabilmenteviene dall 1 altra dedotta, quell 1 esattezzadi calcoli che quasi ad evidenza mate-matica dimostra la sicurezza dell’impre-sa, allettano, seducono, rapiscono i let-tori , e gl 1 inebriano a segno, che asseri-scono non esservi alcuno che sappia inAgricoltura. Qualunque pratica che daisistematici ‘non venga o lodata o tolle-rata, è da ritenersi come cattiva. Sven-turatamente pochissimi sono i libri diAgricoltura, massimamente quelli chedanno precetti generali, i quali vadanoesenti da questo male. Nè io saprei for-se eccettuarne che gli antichi, e ben po-chi fra i moderni; mentre ancora i gran-di uomini sono caduti in questo scoglio,il quale altronde è molto difficile da evi-tarsi, se mal non mi appongo, quandosi voglia scrivere scientificamente. Que-sto inconveniente tanto più è da temer-si per le persone dotate di qualche in-gegno, poiché tali opere sono appuntole più accomodate al genio di quelli chevogliono studiare l’Agricoltura perprin-cipii e dottamente. Uno dei sistemid 1 Agricoltura, del quale le idee ed iprincipii abbiano un tempo fissata piùI 1 attenzione dei coltivatori, fu certamen-te quello di Tuli. Ma i vantaggi tantodecantati del medesimo non si verifica-rono giammai ; e lo provarono a lorocosto Tuli e Chateauvieux in una noninterrotta spcrienza, il primo di tredicied il secondo di venti e più anni. Ilgrande Duhamel che tentò di perfezio-narlo, non vi potè riescire. Parve, sonpochi anni, che si volesse di nuovo ri-mettere in onore appoggiandolo colleDii. d! /tgr., Voi. III.

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teorie mediche di Brown; ma di nuovocadde. Novità, complicazione di faccen-de, e sommo dispendio formano la basedi tali sistemi ; moltiplicità di strumentidifficili da aversi, divisioni e suddivisio-ni di terreno, lavori eterni, piantagionie seminagioni quasi geometriche, ne so-no le conseguenze. Pur troppo accadeche certe pratiche le quali in moltissimicasi sarebbe opportunissimo l 1 usare,appunto perchè volute in ogni casoestendere diventano dannose.

§. 468. Quindi non si potrà mairaccomandare abbastanza ai lettori diopere agrarie lo starsi in guardia quan-do venga loro fra le mani un libro chedia precetti generali, e si occupi di tut-te le parti dell 1 Agricoltura . Abbianosempre innanzi agli occhi le seguentiavvertenze, le quali reputo di un 1 im-portanza somma. Prima di cambiare lecostumanze' d 1 un paese e di comandarenuovi lavori, cose che dai sistematicianche i più moderati s 1 inculcano sem-pre, fa di mestieri scandagliare P abilitàdei coltivatori, le qualità dei terreni, esoprattutto le forze del proprio erario.Chi ha la rara fortuna di avere un doci-le contadino, e che di buon umore pos-sa ad un tratto rinunziare a quegli usiche da una sperienza di molte genera-zioni furono trovati capaci a far pro-durre un campo in maniera da soddisfarai desiderii del coltivatore ; un tale pro-prietario forse potrà con sensibile van-taggio, adottando il nuovo sistema, cam-biare affatto la faccia del fondo. E ben-sì vero che l’esperienza di migliaia dianni insegnò agli antichi, che tutto ciòè difficilissimo, e che non bisogna cosìdi leggeri abbandonare le vecchie pra-tiche. Chi ha terreni veramente buoni,e sarà largamente fornito di denaro, po-trà arrischiare di più. Ecco il perchè d‘ordinario le campagne che si acquistanoda quelli che sazi d 1 esercitare il eom-

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