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mercio e temendo I’ esito incerto dellamercatura, dopo avere impiegata por-zione de 1 loro capitali a comperare deifondi, spendono 1’ altra porzione a mi-gliorarli, presentano ordinariamente imetodi più proficui di coltivazione. Per-ciò convengo con chi scrisse che l’Agri-coltura italiana particolarmente deve ilmiglioramento suo al vantaggio che peltraffico ritraevano un tempo i suoi abi-tanti. E' bensì vero che taluno appuntodi questi nuovo nell’arte e che pochis-simo conosce la campagna, facilmentepuò lasciarsi sedurre dalle belle appa-renze del sistema.E 1 giusto per lui, chepotranno valere le seguenti riflessioni.Chi legge libri de’quali qui trattasi ,sappia che prima di mettersi ad esegui-re qualche impresa bisogna che si con-sulti col cielo, e vegga se 1’ ordinariocorso delle stagioni gli permetterà d’ef-fettuare quella serie di lavoii come pre-scrive il libro ; ed inoltre esamini se ilcoltivatore riunisca in se quelle doti cuirichiede 1’ adempimento delle praticheprescritte. Nessuno più di me raccoman-da come utilissimo lo studio della teori-ca agricoltura. Ma vadasi bel bello acredere tutto ciò che gli scrittori teoricici vorrebbono dare ad intendere. Si op-pone dai nemici de’libri, che questeteoriche sono bei romanzi. Bisogna di-stinguere. Quelli che per orgoglio, peramor proprio o per illusione pretendo-no di poter rendere ragione di tutte lepratiche agrarie colla semplice teoria,nell’ ignoranza in cui tuttavia siamo dimoltissimi fenomeni della vegetazione,strascinano in inganno, e vanno tessen-do sogni d'infermi e fole da romanzo.Ma i libri ne’ quali sobriamente è ado-prata la teorica, e si confessano le lacu-ne che in essa vi sono, recheranno van-taggio. Ma molte volte accade che i si-stemi ancora meglio immaginati, ed ap-poggiali alle ragioni fisiche, mal reggo-
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no alla prova ; e ciò perchè suppongo*no dei dati che o non mai ritrovansiuniti, o che sono impossibili ad otte-nersi. Guai all'Agricoltura, quando allapratica di lei abbiano a presedere per-sone ripiene la mente di sistemi ! Ra-gionano costoro di essa assai dottamen-te, ed anche arrivano a persuadere. Poicon tuono decisivo alzano la voce con-tro tutti gli usi del paese, e niente menominacciano, come dice un celebre scrit-tore, che di tutti spiantare i vegetabilidalla terra per ripiantarli un’ altra voltaa loro voglia. Diventano il flagello deimiseri agricoltori, e formano non di ra-do la propria rovina ; perchè ordinandoe proibendo a capriccio, devastano i lo-ro poderi, e diventano poveri per acqui-starsi il nome di sapienti, nel quale in-tento poi nemmeno riescono. Ai giova-ni amanti de’ nuovi sistemi raccomandoparticolarmente la lettura di quanto hodetto.
§. 469. Ricercato, non ho molto,di compilare un dizionario d’Agricoltu-ra italiana, ricusai con dispiacere, per-chè mi sarebbe stala gradevole cosa ilsoddisfare alle brame di chi mi volevapersuadere ad intraprendere quest’ope-ra, la quale,oltre all’essere grandemen-te superiore alle mie forze per 1’ esten-sione somma delle cognizioni cui richie-de, non è secondo i miei principii. Nelmio Dizionario bibliografico-georgiconon si troveranno menzionati che pochidizionari d’ Agricoltura ; la qual cosafarà grande meraviglia a coloro che disiffatta sorte di produzioni letterarie so-no sopra ogni maniera avidi ricercatori,lo mi rallegro che, per quanto ho po-tuto vedere, 1’ Italia nostra non ne ab-bia che due soli. Tutti conoscono che idizionari recano vantaggio a pochissi-jmi, e fanno male ai più che per saperej quattro parole si credono tosto profon-di in «quella scienza di cui si tratta nel