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Tomo terzo.
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dizionario. Non ignoro che in oggi i di-zionari all’ Agricoltura consecrati ven-gono letti con molla avidità. Ciò avvie-ne in parte per la speranza che si hadai più zotici di potere col loro aiutoraddoppiare in un batter d’ occhio l’unoo 1 ’altro prodotto, leggendo l’articoload esso spettante, senza dover fare lafatica di attentamente esaminare buonaporzione d 1 un libro prima di trovarviquanto cercano ; e tacciano d’inutiletutto ciò che serve a preparare la letturad’un metodo generale, applicato al casoparticolare dell’ una o dell’altra pianta.

§. 470. In due classi divido questidizionari. Alcuni abbracciano un soloramo di Agricoltura, e sono il resultatodelle fatiche d’ un uomo solo. Gli altricomprendono tutta quanto è immensaquella scienza che chiamasi economiacampestre. Sebbene non sappia lodareaffatto i primi, e desideri sempre chegli autori loro avessero trattata metodi-camente la materia ; pure parlando didizionari che possiamo assicurarci nontieno mere compilazioni,fatte per ispe-culazione libraria, mi guarderò bene dalcondannarli. Ma riguardo ai secondi, sonod’opinione che non sieno opportuni a co-loro che appena imbevuti di qualche co-gnizione delle faccende campestri, voglia-no istruirsi con sicurezza nella teorica.Che cosa infaltisono questi Dizionari cCAgricoltura, Dizionari rustici,Diction-naire du Cultivateure,c .1 Sono quasi tut-ti un ammasso di articoli che sovente nonhanno tra loro altra connessione e re-lazione, se non se quella comunicata adessi dalla meccanica combinazione e dalravvicinamento delle diverse lettere ini-ziali che legano fra loro gli articoli. M’av-venne di trovare alcuni articoli, tuttiqua e là affatto sfigurali, perchè si fadire agli autori quello che tante vollenon pensano. Ciò deve necessariamen-te accadere, massime quando l’editore

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aspiri a farsi un nome ; perchè nonvolendo egli essere riconvenuto di pla-gio, v’ aggiugne qualche cosa del suo, ilche basta a rendere pessimi degli articoliche non sono per natura i migliori (1).

§. 471- Nessuno mette in dubbioi grandi vantaggi che le teorie chimichemoderne e la fisica vegetale hanno por-tati all'Agricoltura. Queste novità in al-cuni dizionari non s’incontrano ; ed èil minor male. Dov’ esistono, o sono ap-pena indicate, ovvero sono così confu-samente disposte innestando il nuovocol vecchio, che non s’intende nulla ;e chi è novizio nella cosa non può . ilpiù delle volte, che apprendervi dellefalse idee. I dizionari d’Agricoltura ol-tremontani sono ordinariamente esattis-simi nello spiegare i termini tecnici.Questa particolarità manca a quel volu-minosissimo italiano in quindici tomi,del quale a suo luogo si dirà. I diziornari sono muniti d’un frontispizio attofatto a sedurre que’ moltissimi che inun momento vorrebbono senza faticaapprender tutto, e senza spesa ottenereall’istante il loro intento. Comincianoad accertarvi che vi danno il secreto diarricchire con facilità, economia e pron-tezza, non disgiunte da novità di prati-che e metodi. Assicurano eh’ esporran-no le meravigliose virtù dell’ erbe ; pre-scriveranno rimedi certi ed infallibili

(1) Il presente Dizionario per la molli-plicità dellematerie parrebbe doverci mette-re in quella classe che al nostro celebre Itenon aggradiva gran fallo. Pure, ove si consi-deri che le differenti materie sono general-mente trattate da diversi autori, si concepiràdi leggieri che il nostro riesce come l’insie-me di molti Dizionari separati. Speriamoinoltre di non incorrere nella taccia di sfi-gurare quegli articoli che andiamo toglien-do alle classiche opere, o di non cadere inque’difetti che l’autore viene notando neiseguenti paragrafi, e di ciò crediamo possaessere una buona guarentigia que’celebriscrittori che ini onorano di cooperare alletuie viste. r. giìba.'