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Tomo terzo.
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§. 499- Così potesse anche Ira noiformarsi un’ opera di questa natura !Essa dovrebbe presentare unicamentela storia dei fatti agrari del regno, el’estratto delle opere nuove italiane dieconomia campestre. Io sono fermamen-te persuaso che ogni determinata esten-sione di paesi ricaverebbe da essa ungrande vantaggio. Trattandosi d’unostato vasto, si dovrebbe iu capo ad unfissato numero d’anni formare un qua-dro particolare che esprimesse i miglio-ramenti agrari del medesimo, ed ecci-tasse 1’ emulazione dei proprietari e deicontadini, additando que’luoghi che col-la perfezione delle antiche pratiche ocolla introduzione di nuove avesseroottenuto qualche avanzamento. Per talmodo si verrebbe a formare una storiadella pratica Agricoltura. Questa è quel-la che manca in ispecie agl’ Italiani. Ci-mai abbiamo una quantità eccessiva dilibri agrari, meramente precettivi. Sem-pre ho creduto, e tutti i giorni maggior-mente lo credo, che a noi non altro re-sti che il conoscere le pratiche dei ri-spettivi paesi della nostra Italia . Quan-do sapremo bene, lo che ignoriamo, inostri usi, forse da essi, e non dagliscritti degli oltremontani, apprendere-mo il vero metodo di perfezionare lanostra Agricoltura. Una tal opera nonsarebbe di difficile esecuzione, massimequando piacesse al governo di proteg-gerla efficacemente, ed affidarne la com-pilazione a soggetti capaci di corrispon-dere alle mire superiori.

§. 5oo. Ad ognuno il quale vogliastudiare libri di Agricoltura, dovrà es-sere presente che quell’ opera partico-larmente opportuna sarà ad istruirlo,in cui senza superfluo apparato di fisi-che e chimiche cognizioni unite insiemeall’azzardo, si cercherà di porre in chia-ro nella miglior maniera la meno attaad alienare, gli errori che occorrono

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nella pratica comune, opponendovi sem-pre esatte osservazioni corroborale dacerti esperimenti. Che se mai questi ul-timi che si asseriscono dallo scrittoresicuri , vengano seguiti da sottili specu-lazioni che guidano a calcoli speciosi evani, ne’quali non v’ ha cosa alcuna piùincerta quanto il prodotto vantaggiosoche fanno sperare ; allora temasi dellaverità dei precetti che se ne voglionodedurre. Molto meno noi dovremo la-sciarci affascinare dalle ciarle elegantis-sime e dall’amenità dello stile. Ciò siadetto specialmente pe’ leggitori di coseoltremontane. Gli ornamenti profusiparticolarmente ad uno scritto di rusti-co argomento, d’ordinario supplisconoalla forza della ragione o alla sicurezzadei fatti ; quindi rendono 11 medesimomen buono. Provano bensì per lo più,che gli scrittori non hanno congiuntala soda pratica alla teoria.

§. 5oi. Che se un autore vi pre-senti tutto come nuovo, abbandonate-lo : rare volte merita appena d’ esserIetto, nonché studiato ; quando ciò nonsia a! più al più di qualche articolo se-parato, che può realmente esser buono.Soprattutto veruno non si lasci mai ab-bagliare dal nome anche vero dell’auto-re : Amicus piato , sed magis amica ve-ritas. Un’ opera di Agricoltura dovràriputarsi eccellente, se fatta da uno delmestiere. Uomo del mestiere però nonchiamo colui che agitato dalla ma-nia di comparire bravo agricoltore, ric-co di volumi, dotato di qualche talen-to, ma digiuno della vera e soda espe-rienza, si pone morbinoso ad imbratta-re molti fogli di rustico argomento.Uomo del mestiere io chiamo quegliche rapito da un gusto naturale perl’Agricoltura fino dalla sua gioventù, neabbia coltivato alcun ramo personal-mente, o ne abbia dirette le varie fac-cende , f almeno non siasi per un