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momento stancalo di osservare lepratiche'tutte dell’arte agraria. Se un tal uomojabbia fatte tutte le necessarie ricerchesopra le diverse terre, e la loro coltiva-zione ; se abbia lette attentamente le o-pere de’migliori sì fra gli antichi mae-stri, che fra i moderni ; se, conoscendobene le teorie, siasi data la pena di esa-minare quali possano felicemente consicurezza applicarsi alla pratica •, se co-nosca quali errori abbiano le consuetu-dini rusticane, e tutto abbia verificatocon esperienze o da lui o in sua presen-za eseguite ; se fornito sia di un crite-rio atto a distinguere tutto ciò ; se final-mente scriva in un’ età matura, nellaquale i pregiudizi sogliono dar luogo al-la ragione: il suo libro meriterà di es-ser letto a preferenza d’ogni altro. S’in-tende nondimeno sempre, che devesiaver mente alla qualità dei paesi peiquali ha scritto. Siccome però è diffici-lissimo che uno scrittore di cose rusti-che raduni in sè tutte le accennate qua-lità, risulta in conseguenza, quanto rariabbiano a riputarsi i buoni libri, parti-colarmente teorici, di Agricoltura. Ra-rissima poi credo sarà quell’ opera chesi possa considerare idonea per adattar-si alla capacità ed al bisogno di coloroche pur vorrebbono istruirsi colla let-tura dei libri. In tanta difficoltà peròprendasi voce dai più provetti nellostudio della scienza ; nè si disprezzi osi lodi eccessivamente quanto in essi sileggerà.
§ 5oa. Che se poi o non si trovida cui pigliare simile consiglio, o l’amorproprio noi permetta, si consultino leistruzioni e le memorie emanate d’ordi-ne o coll’ approvazione delle societàagrarie ed economiche. Io credo chetali opere sieno fra quelle ch’escono allagiornata sull’argomento di cui ragiono,forse le sole da potersi con profitto edassoluta sicurezza studiare. Parlo parti-
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'colarmente di quelle che furon premiatejo che ottennero per voto dei dotti con-sessi l’onor della stampa, perchè giudi-cate le migliori tra quelle che conteserola proposta corona. Il metodo che sitiene nelle adunanze circa i giudizii daportarsi, richiede che affatto ignote sie-no le persone che presentano gli scritti,e vuole che non un semplice voto, maun maturo esame e giudizio successivoassegni il premio. Perciò non possotanto facilmente muover dubbio sull’e-quità di tali decisioni.
§. 5o3. Non ignoro esservi atti diletterarie accademie, che hanno assaipoco grano eletto, e molta zizzania. Ciòparticolarmente avviene quando è libe-ro ad ognuno, purché socio, di affidarequalsivoglia scritto , se inedito , allestampe ; e massime quando si ha vogliadi procacciare credilo allo stabilimento,aumentando i volumi degli atti. Menofrequenti però sono le cose cattive, al-lorché il manoscritto deve esporsi allasanzione anche solo di uno o due. Sonopoi rarissime, qualora siavi un corpod’illuminati censori. Che se anche al-cuna fiata ciò accada, non si deve perquesto, come da taluno pur si fa, di-chiarar guerra a tali corporazioni, oscreditarne le memorie.
§. 5o4. Certe voci contro le so-cietà agrarie furono soventi volte calun-niose, e quasi sempre fabbricate da queimeschini i quali videro delusa la loroambizione che s’immaginava le offerteproduzioni coronate o lodate. Ma esa-minando imparzialmente l’affare, si tro-verà che le memorie premiate sonoquelle le quali uniscono alle più sodeteorie il prodotto meno incerto dellapratica, o che almeno propongono dellenovità da cui si può con molta verosi-miglianza ripromettersi qualche van-taggio. Mi sono noti moltissimi casi,nei quali presentandosi dagli scrittori