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agraria relativamente ad un dato generedi coltura. Uno però di essi ometteràalcune cure le quali non riescono ne-cessarie pel luogo in cui egli travaglia ,ma che essenzialissime venendo trovateda un altro, questi le riferisce. Il letto-re se gli avvenga di scontrarsi in que-sta seconda opera, si guardi dell gettarlaosservandone il principio conforme aquello che già lesse ; e non decida cheper lui è inutile, giacché regolatosi uni-formemente ad essa 1’ esperimento, an-che replicato non riesci. Esamini loscritto sino al fine, e s'accorgerà delperchè andò male, e potrà rimediarvi.L’esperienza e l’osservazione mi hannopienamente convinto che da tali esami,dopo di avere bene analizzate le circo-stanze dei luoghi, si può ricavare mol-tissima utilità.
§. 5 11 . Si rende però necessariol’avere un’idea del carattere degli scrit-tori agrari delle diverse nazioni , persapere quali meritar possano ne’ diffe-renti casi la preferenza, per non crede-re cecamente a tutto ciò che dicono ,e per potere così far tra essi quellascelta che potrà credersi più confacen-te alle circostanze. Questa idea io mipropongo qui di fornirla ad oggettod’istruzione pe’giovani e pegli amatori.
Scrittori greci e latini.
§. 5 ia. Quelli che di soverchioammiratori delle luminose scoperte delsecolo passato van tuttogiorno decan-tando la superiorità dei moderni sopragli antichi, non sf degnano talora nem-meno di nominarli. Taluni ricchi dellesquisite cognizioni chimiche e di fisicavegetale e botanica d’oggidì, pare sinoche li guardino con occhio di disprez-zo. A me per altro sembra che difficil-mente uno possa diventare un consu-malo teorico, se non abbia consultate
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queste opere ; ed io confesso che nonso stancarmi d’andarne studiando or1’ una or 1’ altra, e non senza mio van-taggio.
§. 5i3. Questi autori d’ordinariohanno scritto assai bene delle agrariecose, perchè si contentavano d’espornequanto di migliore vedevano nelle pra-tiche della loro Agricoltura, senza rive-stirlo colle apparenze del meraviglioso,e corredarlo di utilità ingannevoli. Purenon vi sono, forse appunto per questopregio stesso, libri di georgico argo-mento, che sieno meno letti. Non è dif-ficile il ritrovarne la cagione. Quell’ in-genua schiettezza e quella grave sem-plicità che formano uno de’ principaliabbellimenti di siffatte opere, non piac-ciuo ai giorni nostri, ne’ quali si corredietro a tutto ciò che porta l’improntodi una sublime e pellegrina erudizione,senza molto internarsi nel merito realedelle opere.
§. 5 1 4- Non si tralascia però diprodurre un qualche apparente moti-vo, per cui si scusa 1’ alienazione chesi ha da tali opere. I pregiudizi de’qua-li sono pieni gli antichi, le loro strava-ganze e puerilità in molti capi, mettonoa pericolo i lettori di formarsi delleidee false ancora sopra gli articoli del-1’ arte agraria. Pure io penso che se siprocedesse ad un esame imparziale diquesti difetti, forse essi diventerebbonoassai leggeri in confronto dei grandivantaggi che se ne ricaverebbono. Nonsi può veramente negare che i georgicigreci e latini troppo si mostrino attac-cati a quanto la somma semplicità dellemaniere, colpita dai prestigi della su-perstizione, dettava loro riguardo aigiorni favorevoli o contrari alle diver-se faccende campestri ; e che una so-verchia influenza attribuiscono ai pia-neti nella vegetazione. Ma osservando atraverso di tali anche rilevanti difetti,