moderni, avrebbono in Teofrasto il mo-do di soddisfare l’utile loro curiosità. Illibro terzo poi dell’ opera de CausisPlantarum è consecrato particolarmen-te all’ Agricoltura. Esattissima è la teo-ria dell 1 innesto, cui molti fra i Latiniseguirono ragionevolmente, mentre Co-lumella l 1 abbandonò. Le moderne cosesulle cure degli alberi si trovano, comeho mostrato, letteralmente riportate inquest’opera. Così sorgesse fra i moder-ni dotti nella greca lingua qualchedunoche facesse dell’una e dell’altra operaun’ esatta traduzione, a cui basterebbo-no poche note per avvisare di quellecose che debbono riporsi fra le erro-nee ! esso renderebbe all’Agricoltura ungrande servigio. Non posso però nonmeravigliarmi che il compilatore dellastoria degli scrittori greci e latini pre-messa all’ Enciclopedia metodica , oveanalizza le opere degli antichi, abbiaomesso Teofrasto , che io credo do-versi stimare siccome il primo fra gliantichi autori georgici, de’quali si sonoa noi tramandati gli scritti.
§. 5i6. Venendo ora ai Latini ,noi vedremo a suo luogo alcuna cosasulle traduzioni che abbiamo di loro.Fin qui la sola del celebre sig. Dettenedi Cohimella può leggersi. Le altre diCatone , f r errane, Plinio , Palladio ,Vegezio son molto difettose, e perciòassai poco utili. Ma fossero pur tuttebuone. Nessuno ignora quale diversitàpassi fra gli originali e le versioni. Chiconosce il latino, non si sazii di studia-re questi preziosi volumi, de’ quali iosoglio dire ciò che Orazio diceva de’Gre-ci : noclurna versale munu , versatediurna. Leggendo le opere degli anti-chi un agronomo si compiacerà assais-simo di vedere quali fossero le praticheagrarie osservate ne’tempi i più remoti,'e di trovare che le più essenziali all’arte'erano pure le stesse di quelle d’ oggi , ;
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ed ancora le migliori. Forzato a conve-nire che la terra ha domandati agli uo-mini i medesimi aiuti in tutte l’età, on-de abilitarsi a produrre copiose messi,concluderà con molta sua soddisfazio-ne, che questa è sempre simile a sè me-desima, e che non invecchia se non percolpa della trascuraggine nostra. Tro-verà sì veramente 1’ antica Agricolturamancante di alcuni utensili e prodottiche arricchirono la moderna: ma riflet-tendo alla gran copia di greggi e digenti che nudrivasi ne’ tempi antichi ,esaminando che v’ erano alcuni generidi coltivazione, de’quali oggidì nemme-no possiamo indubitatamente fissare glioggetti, particolarmente riguardo a cer-te piante ; divenuto meno superbo e fie-ro delle moderne cose, sarà forzato arendere le dovute laudi all’antica Agri-coltura. Ma v’ è di più. Leggendo que-ste opere dovrà suo malgrado accorger-si che bqona parte de’ nostri modernisonosi arricchiti colle spoglie degli an-tichi. Quante belle memorie a questiultimi tempi sono state premiate sullacoltivazione delle viti ! Ma la massimaparte dei precetti che vi si citano, sonogarantiti giusti dall’ autorità di Colar-metta, sebbene alcuni forse meno istrut-ti autori non lo dicano. Considerandocon assoluta imparzialità, e meditandogli scrittori de’ quali io parlo , potreb-bonsi in essi ritrovare gli elementi dicerte teorie agrarie che riguardansi uni-camente siccome il frutto delle osser-vazioni e dei travagli degli scrittori mo-derni. Io sono ben lontano dal detrarrealcuna anche menoma parte di lode aquesti dovuta ; ma credo di poter mo-strare l’esattezza della mia proposizio-ne. Oggidì è stabilita siccome una veri-tà fondamentale della scienza georgica ,che l’intrinseca fertilità dei terreni èdovuta alla diversa proporzione delleterre elementari, e che il segreto di