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Tomo terzo.
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non è universale. La letteratura araba ci ha conservati dei libri scritti a queigiorni d’ignoranza, ne’quali trattasi conmolta precisione delle agrarie discipli-ne. Mercè la protezione dell’attuale mo-narca delle Spagne è finalmente uscitadalle tenebre la celebre opera di Abu-Zacharia- Sahaia- Aben- Mohamed- Ben-Ahmed-Ebn-El-Awam, colla versionespagnuola delsig. dottor Giuseppe Ban-gueri, interpetre di S. M. Cattolica,stampala nel 1802 , di cui 1 ’ edizione, eper essere oltremodo magnifica e fattaa spese di S. M., difficilmente potrà ar-rivare alle mani de’ privati professori.Ebn-El-Awam, per quanto ho raccoltoda un estratto che dà un giornale, hatrattate tutte le parti dell’ Agricoltura.Esistono ancora a Madrid i mss. di Cu-ciami e di Abu-Becre-Aben-Noxia, cheinsieme coll’opera di Ebn-El-Awam for-niscono un monumento della storia agra-ria degli Arabi, e ci potrebbono sommi-nistrare molti lumi.

§. 5 19 . Nel secolo IX gli uniciscritti che all’ Agricoltura appartengo-no, sono il celebre Capiiolario di Car-lo Magno , dal quale rilevasi l’infelicestato a cui era ridotta 1’ Agricoltura,monumento più alla storia de’ tempi u-tile, che alla scienza ; ed il poemettonon inelegante, secondo 1’ Haller , inti-tolato Horlulus , di Walafrido Strabomonaco di san Gallo.

g. 5ao. Nel secolo XIII fiorironoAlberto Magno , del quale si assiemaesistere un mss. sull’ Agricoltura nellaBiblioteca di Parigi ; Vincenzo Bello-Vacense , che nelle sue opere dice alcu-na cosa di Agricoltura ; e pochi altriche non furono che meri copisti degliArabi, e che, per quanto ho veduto,trattarono 1 ’ argomento superficialmente, contentandosi di definire alcuni nonn, e con non molta esattezza. Sul fini-re del secolo medesimo il nostro Pietro

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de Crescenti scrisse 1’ opera sua, dellaquale tratterò nel Dizionario , e eh»appartiene al secolo XIV.

g. 52t. Ho fatte tutte le possibiliricerche per iscoprire in Bologna do-ve lo vide il Quadrio, il noto Trat-tato dell'Agricoltura in terza riina delcanon. Paganino Bonqfede, di cui ilcontenuto assicurasi essere stato buono,tuttoché cattivo, come raccogliesi dalprincipio e dal fine dell’opera, ne sia lostile. Esso esisteva fra i mss. del canonicoAmedei , che furono trasportati alla Bi-blioteca dell' Università , già dell'Istituto,di Bologna ; ma non si è trovato. Cosìrimane perduto un monumento di poe-sia didascalica rustica, di poco poste-riore ai tempi del Crescenzio ; ed ètolta agl’ Italiani la gloria di poter mo-strare eh’ essi furono i primi sull’auro-ra non ancora rischiarata del ritornodelle lettere e delle scienze che sem-bravano bandite, a dar leggi d’Agricol-tura non solo prosaicamente, ma altresìin verso.

g. 52 2 . Non mi è avvenuto trova-re alcun autore del XV secolo, se trag-gasene, p. e., il Savonarola , e forse po-chissimi altri, il quale parli d’ Agricol-tura. Que’ pochi di cui si è fatto cen-no, non possono riguardarsi se non secome meri copisti che l’autorità deiGreci e dei Latini corroboravano collecitazioni di molti autori arabi. Quindi1’ Haller nella sua Bibliolheca botanicachiamò questi scrittori Arabistae.

Scrittori del XFI e XF1I secolo.

g. 5a3. Scorsero oltre a due secolidopo l’opera del Crescenzio, prima chene comparisse un’ altra che desse pre-cetti relativi all’arte agraria. Finalmen-te al principiare del XVI secolo si co-minciò a ravvivare l’amore allo studiodell’ Agricoltura . Mentre gl’ Italiani