AGR
Due linee vengono giudicale per-parallele, quando conservano fra loro ladistanza medesima in tutta la loro esten-sione, tali sono le linee CD ed EF'fig- i 5 .
Per dar loro questa situazione leabbiamo condotte perpendicolarmentealla stessa retta AB, perchè allora noninclinando da alcun Iato di AB, esse nontendono nè ad approssimarsi, nè ad al-lontanarsi fra loro.
§. 22. Da che risulta, che per con-durre per un punto E, fig. i£, una li-nea, che sia parallela ad una linea dataCD, bisogna abbassare dal punto E unaperpendicolare EC, sopru CD, poi daun altro punto qualunque D, presosulla stessa retta CD, alzare una per-pendicolare DF, sulla quale si porteràla distanza EC, ciò che darà il puntoF : col tirare la retta EF si avrà la pa-ralclla richiesta.
Si può abbreviare, quest’ operazio-ne col limitarsi a cercare tasteggiandol’apertura di compasso, con la quale sipotrebbe descrivere dal punto E, comecentro, un arco di circolo, che sempli-cemente toccasse la linea CD; con que-sta apertura poi, preso come centro ilpunto D, si descrive un arco di circo-lo, e si tira la linea EF, in modo eh’ es-sa semplicemente tocchi quest’ arco, eche passi poi pel punto E.
§. 2 3 . Se si trattasse di condurrela paralella FP, fig. i 5 , ad una distan-
la direzione, che tiene il mezzo fra la reLtae la sua perpendicolare; ma questo acces-sorio non è indispensabile all’ Agrimensura.
Osserva in fine La-Croix, che segnali-la accuratamente sopra una tavola ben levi-gata c ben grossa due linee perpendicolari cPuntando alle loro estremità quattro spillehnissimee drittissime, si otterrebbe con po-ca spesa uno stromento, capace di servireper tim c le operazioni, che non tendono algrande.
A G II ,8;
za data dalla retta CD, da due puntidati Ce D di questa retta converrebbealzare le perpendicolari CF e DF, p ro _iraendole alla slessa lunghezza, ovverodescrivere semplicemente con la distan-za data, presa per raggio, degli archidi circolo, alla di cui tangente si fareb-be passare la linea EF, e questa lineasarebbe la paralella domandata.
Questi metodi si potrebbero fàcil-mente modificare, per eseguirli sul ter-reno, sia col cordone ed i pinoli, siacon la squadra d’ agrimensore ; e per-ciò possiamo adesso alla costruzione del-le figure, alle quali si riferiscono le su-perficie, ossia le aree da misurarsi.
§. 24. Ea maniera più semplice dichiudere uno spazio domanda tre lineerette, dalle quali risulta la figura ABC,fig. 16, detta triangolo , in cui si distin-guono tre Iati, AB, AC, BC, e tre an-goli A, B, C. Unendo dunque tre punticon tre rette, si viene a formare sem-pre un triangolo.
§. 2 5 . Seguono quindi i quadrila-leri , le figure cioè di quattro lati: lafig. 17, ne rappresenta una qualunque;ma in questa specie di figure si distin-guono separatamente, sotto il nome diparalellogrammi, quelle i di cui lati op-posti sono paralclli.
ABCD, fig. 18, rappresenta unparalellogrammo, e fra questi ultimi siconsiderano ancora separatamente, sot-to il nome di paralellogrammi rettan-goli , o semplicemente rettangoli , quellii di cui lati contigui sono perpendico-lari.
ABCD, fig. 19, è un rettangolo,detto anche volgarmente quadrato lun-go , perchè quadralo si chiama il ret-tangolo, i di cui quattro lali sono egua-li, come nella fig. 20.
§. 26. Per costruire un quadrato,data una volta la grandezza del suo la-to, bisogna tirare una retta AD di quella
A. Francechi.