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Tomo terzo.
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(jucstl slromenti dipende dalle conside-razioni seguenti:

Se si concepisce, che il raggio AC,fis- sia stato prima posto sopra ilraggio AB, e che se ne devia girandosopra il punto A, come sopra una cer-niera, si concepirà anche eh’ esso rag-gio farà successivamente come AB luttigli angoli possibili. Si prova in geome-tria, e si comprende d’ altronde assai fa-cilmente. che gli archi abbracciali daidiversi angoli hanno fra loro le rela-zioni stesse che questi angoli, ed è per-ciò, che si adoperano gli archi per mi-surare gli angoli; e come non si trattadi relazioni, si prende per termine dicomparazione degli archi la circonferen-za intiera, che, secondo 1’ antico sistemametrico, si divide in 36o parti, chia-male gradi; ed i gradi stessi sono di-visi aneli’ essi in 60 parli, chiamate mi-nuti.

, Nel nuovo sistema metrico si pren-de per termine di comparazione l’ango-lo retto BAE, che abbraccia il quartodella circonferenza ; giacché comprendela metà della semi-circonferenza AEF,appoggiata sul diametro BF ; si dividel’arco BB in ioo parli, che si chiama-no gradi , e la circonferenza ne con-tiene allora 4 00 -

Gli strumenti, coi quali si misu-rano gli angoli sul terreno, essendo con-sacrati specialmente alle operazioni ingrande, se sono falli con attenzione,hanno molte parti accessorie, destinatead assicurarne l’accuratezza; esigereb-bero .quindi, tanto per la loro descri-zione, quanto per il loro uso, molto spie-gazioni, che qui non ci è possibile ildarle; ci limiteremo perciò ad indicaresuccintamente 1’ uso della bussola , stru-mento mollo inferiore alla tavolettaper 1’ esattezza, ma che si adopera conmolta frequenza.

§■ 1) i. Per non lasciarsi indurre in

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errore dalla bussola, bisogna sapere,che 1 ago calamitato non si dirige versolo stesso punto dell’ orizzonte se nonquando non si cangia molto di luogo inun breve spazio di tempo, e soprattut-to fa d’uopo evitare di confondere questadirezione con la vera meridiana. Conqueste condizioni 1’ ago calamitato indi-ca nei differenti punti, ove viene collo-calo, linee che sono tutte parallele.

La bussola che ordinariamente si ado-pera è rappresentata nella Jig. 49. Lascatola che la contiene porta al suo la-to un’ alidada formata da un tubodi legno mobile, pel cui foro si miraai punti da determinarsi. Nell’ avvici-narsi alla bussola bisogna aver cura dinon portare addosso cosa veruna cheabbia del ferro, perchè questo metallo de-vierebbe coll’ attrazione la direzion del-P ago. Quando si ha diretto P alidadaverso un punto, e che P ago non oscil-la più, sulla circonferenza del circoloche lo circonda si legge il numero deigradi compresi fra P estremità della par-te settentrionale dell’ ago ( parte che sidistingue dal suo colore di viola ) eP una delle estremità del diametro pa-rallelo all’ alidada. Per evitare ogni sba-glio, bisogna sempre tendere alla stes-sa; io scelgo quella, eh’ è rivolta all’og-getto : resta allora soltanto di determi-nare da qual lato essa si trova, guar-dando verso settentrione, e questa de-terminazione si segna con le parole ested ovest , di cui la prima indica la drit-ta, e la seconda la sinistra.

§. 5 2. La bussola dà per ciascunangolo soltanto un certo numero di gra-di, e perciò bisogna ricorrere allo stro-mento, chiamato quadrante , per costrui-re quest’ angolo sulla carta. Questo qua-drante consiste ordinariamente in unsemicircolo di ram e, Jig. 5 0 . Il suo cen-ilo c marcalo da una intaccatura fattasul diametro. Si pone questo diametro