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Tomo terzo.
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classi, in una sola riunendo gli alberidicotiledoni ed i polieotiledoni.

Esaminiamo queste classi trascri-vendo interamente quanto in questoparticolare dettava il eh. Mirbel nelDizionario delle Scienze Naturali, al-1 articolo Albero.

CAPO PRIMO.

BEGLI ALBERI MOSOCOTILEDOM.

Considerazioni generali.

§• io. Gli alberi ad un cotiledone ;come più semplici nella loro organizza-zione, e nel loro sviluppo si presentano• primi. Questi lbnnauo un gruppo po-co numeroso, e, nati per abitare i paesicaldi, non vegetano con vigore che frai due tropici: così veruna specie crescespontaneamente nei paesi del Nord, esolo a forza di mollissime diligenze giun-go P uomo a conservarne qualche indi-viduo nei climi temperali. Ordinaria-mente gli alberi monocotiledoni nonhanno rami, ed il loro fusto cilindrico eregolare, conosciuto col nome di stipi-te. , si sostiene a guisa di una colonna,hi una direzione verticale, ed ha la ci-ma coronala da un vasto fascio di foglienel mezzo alle quali nascono i fiori.

Tale è il Sangue di drago, ed al-cune specie di Aloè , di Jucca e di Aga-ve , che hanno le foglie in forma di spa-de acute; e tali sono ancora i vegetabilidella bella famiglia delle Palme , come ilSagù , il di cui fusto contiene una feculanutritiva ; il Dattero , celebrato nelle sa-cre carte, e nei libri profani consacratodai poeti alla gloria degli eroi, è nonmeno ammirabile per la sua utilità quan-to ancora per la sua forma maestosa:P Areca, il cui frutto entra nella com-posizioni del betel; il Cocco , che forni-sce numerose colonie di un alimento sa-

Diz. c r v 0 i. HI.

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no, di un liquore grato, non che di ve-sti e di mobili; la Palma di S. Piermartire, che ha le foglie piegale a ven-taglio; la Corifa, il di cui tronco giun-ge all 1 altezza di settanta piedi, e la dicui sommità è coronala di otto o diecifoglie che hanno un diametro di 4o pie-di ; il Bactris ed il Ripa, che sommini-strano una bevanda utile; il Lontano , dieproduce i famosi cocchi delle maldive,tanto segnalali per il loro volume e perla singolarità della loro forma; il Lican-la, il Trincee, ed alcune altre specie me-no particolari o meno conosciute.

§. il. Tutti gli osservatori chehanno percorso i paesi caldi dell’ Asia ,dell’ Africa e dell’ America ammira-rono con sorpresa questi alberi chetanto differiscono dal rimanente dellavegetazione. Infatti, trasportiamoci colpensiero sotto la zona torrida, rappre-sentiamoci queste palme nella loro terranativa, o abitino esse le aride sabbie, ole coste marittime, o la sommità dellemontagne, o il fondo delle valli, e ovun-que noi vedremo che il loro aspetto haqualche cosa di semplice e di grandeila sorprendere e colpire l’immagina-zione. A cagione-delia loro forma rego-lare, sì poco conosciuta nel regno vege-tabile, pare che 1’ arte abbia delincato ilpiano che la natura ha seguilo, e la lorostessa uniformità aggiunge una varietàdi più alle ricche vedute dell’ universo.

Organizzazione e sviluppo degli

alberi monocotiledoni.

§• 1 2 . ÌNembrione della palma èun piccolo corpo cilindrico, o calicò,più o meno rigonfiato nella sua som-mità. Non vi si scorge in principio, nèla pianticella , ne il cotiledone , ina que-sti organi si sviluppano nel tempo delgermogliamento.

§. i3. A quest’epoca f embrionel'ora il seme, c meni re da una delle sueestremità rimane sempre impegnato negli

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