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integumenti, si prolunga dall 1 altra in unfilamento clic altro non è che la base svi-luppata del cotiledone , il quale ha lasommità immersa nel seme. Questa basedel cotiledone nasconde la reticella edil piccolo fasto , i quali tosto si svilup-pano. L 1 una e l 1 altra hanno la formadi un piccolo cono, ma quello della ra-dice è rivolto verso il centro della ter-ra, e quello del fusto verso il cielo : ilprimo presenta una massa solida ; il se-condo, al contrario, è formalo di guaineche si incastrano le une dentro le altre,e ciascuna delle quali è una foglia; lapiù esterna serve di- sluccio alla secon-da, questa alla terza, la terza alla quar-ta e così delle altre ; il cotiledone stessoaltro non è che la prima foglia che leriveste tutte.
Le foglie interne divengono insen-sibilmente più estese, e respingendoquelle che le circondano, le forzano avoltarsi verso la terra ; quindi ancor es-se sono respinte da quelle che nascononel centro, e sono forzate ad inclinarsiverso le prime. Le foglie si moltiplica-no, e si succedono nel medesimo ordineformando alla superficie della terra unlàscio che ha tutti i gambi strettamente•miti alla base, e questa base solida èciò che forma l’origine dello stipite del-le palme; imperciocché le fòglie esterneche non tardano a staccarsi,' lascianonella loro parte inferiore, che è più du-revole, un anello compatto, dal centrodel quale s’ innalzano nuove fòglie cheesse pure sono spinte alla circonfcren-;za, c staccandosi lasciano alla loro baseun secondo anello, eguale al primo, esitualo sopra quello. A questo secondoanello presto se ne soprappone un ter-zo, a questo terzo un quarto, c così diseguito fino a che la vecchiezza, o qual-che altra causa arrestando la vegetazio-ne non impedisce all 1 albero di produrrenuove fòglie, ed in conseguenza di cre-
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scere. Da questa maniera di sviluppo ri-sulta che un albero monocotiledone ces-sa di crescere in grossezza mollo tempoprima che sia terminato il suo accresci-mento in altezza; e su di che non cadedubbio, ove riflettasi che gli anelli fot-mali dalla base delle foglie, e soprappo-sti gli uni agli altri hanno tutti un dia-metro eguale, e che il primo di questianelli, quello cioè che serve, per così di-re, di base alla colonna, è cresciuto ingrossezza, quanto era suscettibile fin dalprimo momento dello sviluppo del ve-getabile. ( V. Accrescimento. )
§. 1 4 - Le cicatrici che le palme ,le dracene , ec. hanno alla loro superfi-cie, indicano i posti d’onde le foglie sisono staccale, e sono prove sempre sus-sistenti del modo col quale ha luogo losviluppo, cui la natura ha sottomessi glialberi provvisti di un solo cotiledone.Si crede comunemente che Linneo fos-se il primo a considerare lo stipite dellepalme come formalo dalle foglie ; ma èun errore, [miche questo fatto era giàstato notato nelle isole dell 1 America , sulfinire del diciassettesimo secolo, dal pa-dre Labat , le di cui opere, sebbenescritte in imo stile rozzo e prolisso, con-tengono tuttavia un numero di osserva-zioni che non sono da trascurarsi.
§. i 5 . L 1 organizzazione internadegli alberi a un cotiledone non è menudegna di attenzione del loro sviluppo-Se si taglia traversalmente il tronco diun albero a due cotiledoni , come sonole quercia i salcio i pioppi , i tigli , { fras-sini, cc. vediamo su questo taglio unpunto centrale ed una moltitudine di zo-ne concentriche che formano dei cercl>‘tanto più grandi quanto più si appio 5 'simano alla circonferenza, e f ultimaqueste zone è la scorza. Se si taglia 11fusto di una palma o di una dracenanon troviamo nè punto centrale dctoi'minulo, nè zone concentriche, ma 1111